Google tende la mano agli editori su accesso notizie a pagamento

La mossa, anticipata dal Ceo di News Corp, potrebbe spingere gli abbonamenti. Focus sul programma First Click Free, una soluzione che permette di saltare un paywall

Google sta cercado di migliorare i suoi rapporti con gli editori preparandosi a mettere fine a un programma che consentiva agli internauti di leggere gratuitamente articoli trovati su Google Notizie altrimenti sottoposti a un paywall. La mossa potrebbe portare a un aumento degli abbonamenti sui siti che richiedono una registrazione, una fonte di ricavi essenziale in tempi di inserzioni pubblicitarie in calo su carta stampata.

Come riferisce il Wall Street Journal, è stato il Ceo di News Corp ad anticipare le intenzioni del colosso delle ricerche su web. In una conferenza organizzata da Goldman Sachs, Robert Thomson ha spiegato che una tale mossa "cambierà in modo determinante l'ecosistema dei contenuti non solo per noi ma per molti editori. Permetterà la creazione di modelli di abbonamento coerenti e fattibili". Secondo il Ceo del gruppo che controlla - tra gli altri - il Wall Street Journal "c'è ancora molto da negoziare" ma la disponibilità di Google a mettere fine al programma chiamato First Click Free "sarà celebrata da tutti gli editori".

L'oggetto del contendere è appunto la soluzione preferita da Google per l'indicizzazione di contenuti in Google Notizie. Convinta che i suoi utenti preferiscano non trovare una pagina di registrazione o abbonamento subito dopo aver seguito un link su Google Notizie, l'azienda ha collaborato con servizi di notizie per fare in modo che il primo articolo visualizzato da un utente di Google Notizie non richieda l'iscrizione altrimenti necessaria. Come spiega Google sul suo sito, "anche se il primo articolo può essere visualizzato senza iscriversi, qualsiasi altro click nella pagina dell'articolo richiederà l'iscrizione o l'accesso al sito di notizie da parte del cliente".

Questa soluzione è stata criticata da alcuni gruppi editoriali, secondo cui la loro crescita degli abbonamenti ne ha risentito negativamente. Non solo. La tesi è che i rispettivi siti siano stati penalizzati nei risultati di ricerca di Google nel caso non abbiano partecipato al programma First Click Free. Il Wall Street Journal, per esempio, ha deciso di abbandonare il programma quest'anno e ha visto il suo traffico in arrivo da Google calare del 38% e quello da Google Notizie scendere dell'89% il mese scorso rispetto a un anno prima.

Stando a Thomson, Google sarebbe ora disposto a mettere fine a quella soluzione lasciando agli editori la scelta di come permettere l'accesso ai loro siti che compaiono nei risultati di ricerca. La controllata di Alphabet ha detto: "Stiamo sempre valutando le nostre politiche ma non abbiamo nulla da annunciare in questo momento". Secondo fonti del Wsj, gli algoritmi di Google cercheranno nel web gli articoli interi (e non solo la porzione al di fuori del paywall). Non è chiaro quando il cambio di rotta diventerà effettivo. Secondo Thomson è dovuto al Ceo di Google, Sundar Pichai: "Si merita molto credito per avere imboccato un approccio diverso".

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