Governo Usa: "L'arresto di Assange è una priorità"

Lo ha detto il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions. Trump, mesi fa: "Amo WikiLeaks", nel 2010: "Pena di morte"
Ap

L'arresto del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è una "priorità" per gli Stati Uniti. Lo ha detto ieri il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, durante una conferenza stampa a El Paso, in Texas. "Aumenteremo ancora i nostri sforzi, e li stiamo già aumentando, contro tutte le fughe di notizie [...] S", è una priorità [arrestare Assange]. Cercheremo di mettere un po' di persone in carcere".

Secondo la Cnn, le autorità statunitensi avrebbero preparato le accuse per cercare di arrestare Assange. Gli investigatori lavorano al caso almeno dal 2010, quando il sito divenne famoso per la pubblicazione dei file ottenuti dall'ex analista dell'intelligence dell'esercito, Chelsea Manning, sugli abusi commessi dagli statunitensi in Iraq; secondo le fonti, le autorità avrebbero trovato il modo per incriminare Assange, aggirando il Primo emendamento, che garantisce la libertà di parola e di stampa. La scorsa settimana, il direttore della Cia, Mike Pompeo, ha detto che WikiLeaks è andata ben oltre le attività difese dal Primo emendamento, perché avrebbe "guidato Manning per ottenere specifiche informazioni segrete, e si è focalizzata in modo schiacciante sugli Stati Uniti". "È ora di definire WikiLeaks per quello che è: un servizio d'intelligence ostile e non statale, spesso sostenuto da attori statali come la Russia". Pompeo ha poi aggiunto: "Assange non ha le libertà garantite dal Primo emendamento. Non è un cittadino statunitense".

Assange si trova nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove si è rintanato per evitare l'arresto, visto che in Svezia è accusato di stupro. Il suo avvocato ha detto di non aver ricevuto alcuna informazione dalle autorità statunitensi relativa alle accuse che potrebbero essergli contestate. Finché Assange resterà all'interno dell'ambasciata, le autorità statunitensi comunque non potranno fare nulla. Il socialista Lenin Moreno, che ha recentemente vinto le elezioni in Ecuador, ha promesso di continuare a proteggere Assange.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in campagna elettorale aveva detto: "Io amo WikiLeaks". Lo aveva fatto perché il sito aveva pubblicato delle e-mail interne al partito democratico, che avevano messo in difficoltà la candidata alle presidenziali, Hillary Clinton. Nel 2010, però, Trump aveva addirittura suggerito "la pena di morte" per le azioni compiute da WikiLeaks, in linea con l'opinione comune tra i repubblicani.

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