Grammy Awards: il campione è Bruno Mars tra politica e difesa delle donne

Alla 60esima edizione degli Oscar della musica prevalgono pop e R&B. Come ai Golden Globe, tributi ai movimenti TimesUp e #MeToo. Spunta anche Clinton

Il mondo della musica ha finalmente riconosciuto l'importanza crescente dell'hip-pop e del R&B. E' questa la conclusione tratta dalla sessantesima edizione dei Grammy Awards, la prima in quindici anni ad essersi svolta a New York City e dove ha brillato Bruno Mars con sei vittorie. E dove le questioni di razza e di immigrazione e i movimenti TimesUp e MeToo si sono fatti sentire. In un'America alle prese con un indomabile Donald Trump, durante gli Oscar della musica a sorpresa è spuntata anche Hillary Clinton: in uno sketch preregistrato in cui fingeva di essere in un'audizione, ha letto parte di "Fire and Fury", il libro controverso di Michael Wolf che descrive la Casa Bianca del 45esimo presidente Usa. L'amaramente sconfitta alle elezioni presidenziali americane del 2016 ha letto parti del libro dedicate alle bizzarre abitudini alimentari di Trump.

Mars ha vinto il premio più ambito del settore musicale - Album dell'anno con "24K Magic", vincitore anche della Performance dell'anno e del Migliore album R&B - mentre il suo rivale Kendrick Lamar ha portato a casa cinque vittorie avendo la meglio nelle categorie rap.

Con "That's What I Like", Mars si è aggiudicato anche la categoria Canzone dell'anno, premio ritirato insieme agli otto compositori che hanno scritto il brano, riflesso di un nuovo modello di produzione che coinvolge un team specializzato di persone. "That's What I Like" ha avuto la meglio anche nelle categorie Migliore perfomance R&B e Migliore canzone R&B.

Nonostante i fan di Lamar siano rimasti delusi dal fatto che non abbia vinto il premio più ambito, il rapper di Los Angeles si è aggiudicato il Migliore album rap, la Migliore canzone rap e migliore video musicale. Ritirando il primo di questi premi, Lamar ha ringraziato i rapper a cui si è ispirato - Jay-Z (l'artista con il maggiore numero di nomination, che non si sono tradotte in alcun premio) e Nas - e ha detto: "Questo premio va all'Hip-Pop".

Alessia Cara, cantautrice canadese, è stata scelta come Migliore artista emergente: "Sostenete la musica e gli artisti veri. Tutti meritano le stesse opportunità", ha dichiarato dal palco. La cantante pop ha poi aggiunto: "Accidenti. Sto tremando. E' da quando sono bambina che fingo di vincere un Grammy".

La serata, organizzata dalla Recording Academy, è iniziata con una performance di Lamar che ha visto la partecipazione di Bono degli U2, di Edge e del comico afroamericano Dave Chappelle: "La cosa più spaventosa di guardare un uomo nero essere onesto in America è essere un uomo nero ed onesto in America", ha detto il comico. Va tenuto presente che quest'anno quattro dei cinque nominati nella categoria Album dell'anno, incluso Mars, erano artisti hip-pop e R&B non bianchi. Cosa riconosciuta da colui che ha presentato la serata per la seconda volta, James Corden del "Late Late Show". Nel suo monologo iniziale Corden, un bianco, ha scherzato: "Non abbiamo soltanto il gruppi di nominati più variegato (in termini di razza, ndr) nella storia dei Grammy, ma abbiamo anche per la seconda volta di fila, il presentatore meno variegato nella storia dei Grammy".

Come ai Golden Globe, anche ai Grammy è stata espressa solidarietà verso il movimento #MeToo. Janelle Monae, la cantante R&B che ha introdotto Kesha, ha chiesto esplicitamente un trattamento equo sul posto di lavoro in base al genere. "Veniamo in pace ma vogliamo fare business", ha detto rivolgendosi alle donne del suo settore affinché insieme lottino contro il sessismo e le molestie sessuali, pratiche "che non si stanno verificando solo a Hollywood o a Washington ma anche nella nostra industria". Monae ha poi avvertito: "A chi di voi prova a farci stare in silenzio, vi offriamo due parole: Time's Up", riferimento al fondo per il sostegno legale a donne che sono state vittime di molestie sul posto di lavoro. Successivamente Kesha ha cantato "Praying" circondata da donne vestite in bianco tra cui la cantante Cyndi Lauper e Resistance Revival Chorus, un collettivo di donne che canta brani di protesta. Alla fine della sua performance Kesha ha trattenuto a stento le lacrime e con la voce rotta ha pronunciato frasi del brano che erano un chiaro riferimento al suo produttore Dr. Luke, da lei accusato nel 2014 di averle inflitto anni di abusi (lui rispose accusando Kesha di essersi inventata tutto per trovare una scusa e non sottostare ai contratti siglati).

Se l'accessorio politico della serata dei Globe erano state spille a tema, ai Grammy sono state le rose bianche ad essere state indossate.

 

 

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