Grandi banche Usa lanciano stagione conti: su utili, bene trading

JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo hanno battuto le previsioni degli analisti, con JPMorgan e Citigroup che hanno entrambe visto salire i profitti del 17% e Wells Fargo che ha riportato un dato piatto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso
AP

Tre delle grandi banche americane - JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo - hanno dato il calcio di inizio alla stagione delle trimestrali. I tre istituti hanno battuto le previsioni degli analisti, con JPMorgan e Citigroup che hanno entrambe visto salire i profitti del 17% e Wells Fargo che ha riportato un dato piatto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sulla scia di qualche incertezza sul fronte dei mutui.

A fare da traino sono state le attività di trading, che hanno tratto vantaggio dal rally dei mercati seguito alle presidenziali americane dello scorso novembre e della promessa del nuovo inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, di modificare ampie parti della Dodd Frank Act, la leggge di riforma della finanza voluta dall'ex presidente Barack Obama e che il suo successore vuole revocare, rendendo la regolamentazione bancaria meno severa.

La performance delle prime tre big di Wall Street sembra confermare le previsioni degli analisti secondo cui proprio il settore finanziario farà da traino alle trimestrali della Corporate America nel loro complesso: per il settore è atteso un incremento dei profitti del 14,3%, in particolare grazie alla ripresa delle attività legate al trading e delle operazioni di fusione e acquisizione.

Secondo Jonatahn Golub, analista di Rbc Capital Markets, ulteriore sostegno al comparto verrà dall'allargamento dello spread tra i tassi applicati ai prestiti concessi e i costi di finanziamento sostenuti, determinato dall'aumento del costo del denaro deciso dalla Federal Reserve. E tutto questo anche se non c'è ancora chiarezza sul futuro della regolamentazione del settore finanziario, che Trump vorrebbe modificare entro l'estate.

Tornando alle trimestrali di oggi, JPMorgan come detto ha battuto le previsioni degli analisti con utile e fatturato al di sopra delle aspettative. "I consumi e le attività americane sono nel complesso in buona salute e, grazie a iniziative a favore della crescita e un miglioramento della collaborazione tra governo e aziende, l'economia può continuare a migliorare", ha detto l'amministratore delegato Jamie Dimon.

La banca ha riportato profitti netti per 6,448 miliardi di dollari, 1,65 dollari per azione, il 17% in più rispetto ai 5,520 miliardi, 1,35 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti attendevano un utile di 1,52 dollari per azione. Il fatturato è salito del 6% da 24,083 a 25,586 miliardi di dollari, anche in questo caso meglio dei 24,887 miliardi previsti dal consensus.

Citigroup, che ha visto salire i profitti del 17% a 4,1 miliardi di dollari dai 3,5 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, e ha riportato ricavi in rialzo a 18,12 miliardi di dollari da 17,56 miliardi dell'anno precedente, ha citato in particolare la spinta data dalle attività Institutional Clients Group e Global Consumer Banking. Il primo trimestre fiscale per la banca è finito con prestiti a quota 629 miliardi di dollari (+2%). I depositi erano a quota 950 miliardi (+2%).

Come altri istituti di credito, Citigroup ha beneficiato del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Infine, Wells Fargo ha brillato meno delle rivali pur chiudendo il trimestre con una performance solida. L'istituto risente ancora dello scandalo sui 2,1 milioni di conti fantasma creati per centrare gli obiettivi sulle vendite e costato una multa da 185 milioni di dollari. Questo ha pesato soprattutto sulle attività di retail banking hanno subito un rallentamento.

Per esempio, il numero di conti correnti aperti o di carte di credito richieste è calato, scendendo rispettivamente del 43 e del 55% rispetto all'anno scorso. Nei tre mesi a marzo, l'istituto ha messo a segno un utile di 5,46 miliardi di dollari, un dollaro per azione, appunto una cifra analoga a quella dello stesso periodo dell'anno scorso, quando i profitti per azione erano stati di 99 centesimi. Gli analisti attendevano un utile di 97 centesimi per azione. Il fatturato è calato leggermente da 22,2 a 22 miliardi di dollari, in questo caso peggio dei 22,32 miliardi previsti.