Guantanamo ancora attiva dopo 10 anni, mercoledì il compleanno

Obama firmò l’ordine di chiusura nel 2009, ma la prigione resta aperta

Sono passati quasi 10 anni da quando i primi detenuti varcarono le porte di Guantanamo con tute arancioni, capelli rasati, mani legate e testa incappucciata. Dall’11 gennaio 2002 la prigione, allestita all’estremità orientale di Cuba, ha accolto centinaia di "nemici combattenti", soprattutto talebani e sospetti membri di al Qaida prigionieri di guerra. Le amministrazioni americane, prima Bush e poi Obama, hanno parlato spesso di chiudere il campo, finito troppo spesso sotto i riflettori per il modo in cui sono trattati detenuti. Ma la prigione resta aperta e Obama si avvia a concludere il primo mandato senza mantenere la promessa di chiuderla.

L’idea di Guantanamo nacque in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001: gli Stati Uniti avevano dichiarato guerra all’Afghanistan e catturavano centinaia di prigionieri di guerra troppo pericolosi per essere custoditi nelle carceri locali. Dieci anni dopo, la maggior parte dei 779 detenuti transitati dal campo cubano sono stati trasferiti in altri Paesi e liberati. Restano ancora 171 prigionieri provenienti da Yemen, Afghanistan, Algeria e Arabia Saudita. Ma la sicurezza resta l’obiettivo primario degli americani e, visto che alcuni degli ex di Guantanamo sono poi ricomparsi con ruoli chiave nel terrorismo mondiale, i battenti del carcere restano aperti.

Il campo di Guantanamo, nel corso degli anni, è stato oggetto di molte polemiche: dalle accuse di tortura sui detenuti all’ambiguità del loro status giuridico, non definito chiaramente. Il trattamento dei prigionieri di guerra, negli ultimi anni, è migliorato leggermente. Hanno accesso a giornali e televisione e, mentre prima era vietato, ora possono anche fare alcune telefonate. Questi piccoli passi avanti non sono serviti a placare le organizzazioni a tutela dei diritti civili, che spingono per la chiusura del campo. "Guantanamo rappresenta 10 anni di mancato rispetto dei diritti umani da parte degli Stati Uniti", ha detto Rob Freer di Amnesty International.

Le pressioni di organizzazioni ed esponenti politici di tutto il mondo hanno portato il presidente americano Barack Obama il 21 gennaio 2009, agli albori del suo mandato, a firmare l'ordine di chiusura del carcere (ma non della base militare), che sarebbe dovuto essere smantellato entro l'anno. Ma il carcere resta attivo e dimostra come l’America, quando si tratta di sicurezza, non scende a compromessi.

Altri Servizi

Pelosi con Trump: "Non vi avvicinate a Huawei"

La speaker della Camera Usa avverte gli alleati: "Non mettete le vostre comunicazioni in mano a un governo autocratico che non condivide i nostri valori"
Ap

"Questa è la più insidiosa forma di aggressione, avere le comunicazioni, la 5G, dominate da un governo autocratico che non condivide i nostri valori". L'attacco è contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni accusato dagli Stati Uniti di essere al servizio del governo di Pechino per spiare l'Occidente, ma l'autore non è, come potrebbe sembrare, il presidente Donald Trump, bensì la democratica Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che per una volta, almeno, è della stessa opinione della Casa Bianca.

Ci sono 607 miliardari negli Usa: solo 5 sono afroamericani

Business Insider analizza la lista di Forbes dei Paperoni d’America
AP

"Diventare miliardari in America non è facile per nessuno, ma lo è ancora di più se sei nero". A dirlo è Business Insider dopo aver analizzato la lista dei 607 Paperoni d’America stilata da Forbes e tra loro solo cinque sono afroamericani. E se qualcuno pensa che questa statistica sia casuale lo studio di consulenza McKinsey rivela esattamente l’opposto. Se nel 1992, il patrimonio netto medio delle famiglie bianche era superiore di 100 mila dollari rispetto a quello delle famiglie nere, nel 2016 è cresciuto di circa 50mila dollari superando i 150 mila dollari. Un divario economico tra bianchi e neri che evidenzia l’abisso di opportunità economiche che separa cittadini bianchi e cittadini neri.

Oltre mille procuratori americani hanno chiesto le dimissioni di William Barr

Il procuratore generale accusato insieme a Trump di "interferenze nell’amministrazione della Giustizia"
Wikipedia

Più di 1.100 ex procuratori e funzionari del Dipartimento di giustizia, tanto democratici quanto repubblicani, hanno chiesto al procuratore generale William Barr di dimettersi per come ha gestito il caso Stone. La richiesta è arrivata in una lettera aperta in cui sono state condannate "in modo energico le interferenze del presidente Trump e del procuratore generale Barr nell'amministrazione della Giustizia" americana.

Gli Usa valutano lo stop all'export in Cina di motori GE

In ballo c'è la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C
General Electric

La Casa Bianca sta valutando lo stop alle esportazioni in Cina di motori per aerei prodotti dalla General Electric. A riportare la notizia è il Wall Street Journal secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe rifiutare la concessione della licenza che permette alla CFM International, una joint venture tra GE e la francese Safran, di incrementare la fornitura alla Cina dei motori a reazione Leap 1C, utilizzati nello sviluppo del Comac C919: si tratta di un aereo di linea sviluppato dalla Commercial Aircraft Corporation of China, Ltd. (Comac ndr), l'azienda aerospaziale cinese di proprietà statale.

A Wall Street, fa paura il coronavirus

Oggi, atteso il dato sui sussidi di disoccupazione
AP

Usa 2020, Buttigieg risponde a Rush Limbaugh: "Amo mio marito e non prendo lezioni sulla famiglia"

Il candidato dem alla Casa Bianca replica alle affermazioni omofobe del commentatore radiofonico di destra
Wikipedia

Pete Buttigieg, candidato democratico alla Casa Bianca apertamente gay, ha replicato alle recenti affermazioni omofobe di Rush Limbaugh, commentatore radiofonico di destra, secondo cui l'America "non è pronta per avere un presidente gay". "Amo mio marito, sono fedele a mio marito. Sul palco solitamente ci abbracciamo e basta, ma lo amo moltissimo", ha detto l'ex sindaco di South Bend in un'intervista rilasciata a Dana Bash nel programma "State of the Union" sulla Cnn nella quale ha poi sottolineato: "Non prendo lezioni sui valori della famiglia da un presentatore radio conservatore".

Negli Stati Uniti è il Presidents' Day. Le priorità di Trump: "Dio, famiglia e Paese"

Il presidente Usa è stato ieri alla Daytona 500 del campionato Nascar: c'è da difendere la Florida, a novembre
Ap

È il terzo lunedì di febbraio, il giorno in cui gli Stati Uniti festeggiano il Presidents' Day, ovvero il Giorno dei presidenti. Donald Trump, il 45esimo presidente, è stato ieri in Florida per assistere alla Daytona 500, corsa del campionato Nascar, poi rinviata a oggi per il maltempo. Un appuntamento a cui non è voluto mancare per questioni elettorali: è consapevole dell'importanza della Florida, Stato che nel 2016 conquistò con un lieve margine e dove mantiene un tasso di approvazione del 49 per cento. I fan della Nascar, che sono diversi milioni, sono storicamente conservatori, secondo i sondaggi. "I sostenitori della Nascar non dimenticano mai che, a prescindere da chi vince la gara, quello che conta di più sono Dio, la famiglia e il Paese" ha detto Trump, davanti a un autodromo pieno. Tornato ieri sera a Washington, è stato tra gli ospiti del matrimonio del suo consigliere Stephen Miller, l'architetto delle sue politiche contro l'immigrazione.

Accordo Usa-talebani per una tregua, passo verso il ritiro dall'Afghanistan

Dopo una "riduzione delle violenze" per sette giorni, nuova intesa e trattative di pace tra ribelli e governo; poi, se non ci saranno intoppi, il ritorno a casa delle truppe Usa. Trump: "È ora di tornare a casa"
AP

Gli Stati Uniti e i talebani hanno raggiunto un accordo per una tregua che inizierà "molto presto" e che potrebbe portare in tempi brevi al ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan. Lo ha riferito un funzionario statunitense all'Ap.

Wall Street, giornata di dati macro

L'attenzione resta naturalmente anche sul coronavirus
AP

Wall Street, l'attenzione resta sul coronavirus

Il presidente della Fed, Jerome Powell, atteso da un'altra giornata di testimonianza in Congresso
AP