Haley, il falco dietro la scelta di Trump sull'Iran: "Gli Usa rimarranno nell'accordo sul nucleare solo se migliorato"

L'ambasciatrice alle Nazioni Unite ha spinto il presidente a non certificare il rispetto dell'intesa da parte di Teheran. "Ora cambiamo in meglio l'intesa, nell'interesse americano"
Ap

L'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha detto che Washington spera di poter restare nell'accordo nucleare con l'Iran, ma che per farlo serve che il Congresso lo modifichi. "Penso che ci vedrete restare nell'accordo [...] Quello che speriamo è di poter migliorare la situazione" ha detto in un'intervista alla Nbc. "Questo è l'obiettivo. Ora siamo nell'accordo e vediamo come possiamo migliorarlo. Questo è l'obiettivo. Non quello di uscire dall'accordo. Stiamo solo cercando di rendere migliore la situazione in modo che gli americani si sentano più al sicuro".

La decisione di Trump - Venerdì, il presidente Donald Trump ha annunciato la volontà di non certificare il rispetto, da parte dell'Iran, dell'accordo sul nucleare firmato nel 2015 da Barack Obama, dalle autorità di Teheran e dagli altri membri del cosiddetto 5+1, ovvero Regno Unito, Francia, Russia, Cina e Germania. Una scelta, quella di Trump, che darà al Congresso la responsabilità di decidere se imporre nuovamente le sanzioni rimosse, cosa che potrebbe mettere fine all'intesa. Per ora, ha avvertito Trump, gli Stati Uniti non usciranno dall'intesa, ma se il Congresso non dovesse riuscire a fornire nuovi elementi in grado di tranquillizzare il presidente, allora "metterò fine all'accordo, posso farlo, è nei miei poteri". Secondo la legge, dopo la bocciatura del presidente, il Congresso ha 60 giorni per decidere se imporre di nuovo le sanzioni abrogate con l'accordo. Se in questi due mesi non si "raggiungerà una soluzione", anche collaborando con gli alleati, "allora questo accordo sarà interrotto".

L'incontro - Haley è sempre stata fortemente contraria all'intesa e, secondo Politico, sarebbe stata lei a fornire a Trump gli elementi su cui basare la sua decisione di non certificare il rispetto dell'accordo da parte di Teheran, in un incontro a luglio. Pochi giorni prima, Trump aveva certificato il rispetto, da parte dell'Iran, dell'intesa firmata da Obama, che personalmente considera la peggiore mai firmata dagli Stati Uniti, su pressioni del segretario di Stato, Rex Tillerson, e del segretario alla Difesa, James Mattis.

Da quel giorno, Haley è diventata la principale portavoce del malcontento di Washington per l'accordo, cementando la sua posizione al fianco di Trump, in un momento in cui veniva anche considerata, dai media, come possibile sostituta di Tillerson al dipartimento di Stato, visti i rapporti burrascosi tra l'ex manager e il presidente, sempre secondo la stampa.

"Quello che stiamo cercando di dire è: 'Guarda, l'accordo era un incentivo. L'accordo era per farti smettere di fare certe cose'" ha aggiunto Haley alla Nbc. "'Ma non avete smesso di fare certe cose'. Quindi cosa facciamo per fare in modo che l'Iran sia tenuto a rispondere maggiormente di quello che fa?". Il presidente Trump "lavorerà con il Congresso molto da vicino per cercare di trovare qualcosa di più proporzionato". Haley ha poi citato la Corea del Nord come esempio di una situazione che vogliono evitare con l'Iran.

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