Haley si dimette da ambasciatrice Usa all'Onu. Mire politiche o l'ombra di un'indagine?

Il presidente Donald Trump l'ha definita "fantastica". Lei, per ora, esclude di puntare alla Casa Bianca. Un'organizzazione, poi, ha chiesto un'inchiesta su alcuni suoi viaggi aerei
Ap

Nikki Haley si è dimessa da ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite. La notizia, data in anteprima dal sito Axios, è stata confermata poco dopo dalla diretta interessata e dal presidente Donald Trump, che hanno parlato dallo Studio Ovale della Casa Bianca con i giornalisti.

Trump ha dichiarato che Haley lascerà il suo incarico alla fine dell'anno, spiegando che l'ex governatrice della South Carolina ha bisogno di "prendere una pausa". Trump ha poi detto che Haley, definita "fantastica", lo aveva avvertito sei mesi fa di voler lasciare dopo due anni.

Nikki Haley ha detto che è stato un "onore" servire come ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite e ha dichiarato, spiegando le sue dimissioni, di non avere intenzione di candidarsi per le elezioni presidenziali del 2020, per le quali sosterrà la rielezione del presidente Trump. Il presidente ha detto di augurarsi che Haley possa tornare a lavorare nell'amministrazione in un ruolo differente.

Haley, che alle primarie repubblicane aveva dato il suo appoggio a due rivali di Trump, ovvero i senatori Marco Rubio e Ted Cruz, si è poi dimostrata allineata al presidente su molte questioni, una volta entrata a far parte dell'amministrazione, anche se non ha mancato di criticarlo; era ormai tra le voci più moderate rimaste nel gabinetto di Trump. In passato, si era parlato di lei anche come sostituta di Rex Tillerson al dipartimento di Stato, dove invece è poi finito Mike Pompeo, che ha 'oscurato' la figura di Haley in politica estera. Trump ha detto che discuterà del successore di Haley con la stessa ambasciatrice e altri funzionari e che prenderà una decisione in 2-3 settimane, o forse prima.

Haley, 46 anni, è diventata la prima governatrice della South Carolina nel 2011, venendo rieletta nel 2014 con un ampio margine di vantaggio sull'avversario. Secondo un recente sondaggio di Quinnipiac, non solo è popolare tra gli elettori repubblicani, ma anche tra quelli democratici (il 55% approva il suo operato)

L'ombra di un'indagine

Le dimissioni di Nikki Haley da ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite sono state appena annunciate, ma la stampa nazionale si interroga già sui motivi e sul futuro politico dell'ex governatrice della South Carolina. La diretta interessata ha smentito un interesse per la candidatura alla Casa Bianca, almeno per il 2020, quando sosterrà la rielezione del presidente Donald Trump, mentre alcuni media hanno sollevato motivi di diversa natura: si sarebbe dimessa per evitare un'indagine sui suoi viaggi aerei pagati da manager della South Carolina. Ieri, l'organizzazione Citizens for Responsibility and Ethics di Washington ha chiesto un'indagine federale su Haley, che avrebbe sottostimato di decine di migliaia di dollari, nella sua dichiarazione finanziaria, il valore dei viaggi effettuati.

Lo scorso anno, Haley e suo marito Michael hanno accettato quattro viaggi aerei su un aereo privato di proprietà di Jimmy Gibbs, presidente e amministratore delegato di Gibbs International. L'ambasciatrice ha valutato i viaggi 1.754 dollari, un costo calcolato sul prezzo dei voli commerciali, ma il costo per viaggi su aerei privati si avvicinerebbe a 24.000 dollari. Inoltre, l'ex governatrice ha accettato dei voli privati da Smyth McKissick, a capo di Alice Manufacturing, e da Mikee Johnson, presidente e amministratore delegato di Cox Industries, vecchio amico di Haley; viaggi costati, secondo l'ambasciatrice, 704 e 761 dollari: troppo pochi, secondo l'osservatorio. Haley si è giustificata dicendo che si è trattato, in tutti i casi, di favori di amici personali e che quindi non avrebbe violato le regole federali, che impongono di non accettare in regalo dei viaggi su aerei privati.

Altri Servizi

Caso Khashoggi: sempre più defezioni per la "Davos nel deserto"

Anche i leader di HSBC, Credit Suisse, Standard Chartered e BNP si ritirano dalla conferenza organizzata a Riad. Il segretario al Tesoro Usa deciderà entro venerdì

Continua ad allungarsi l'elenco di leader mondiali che hanno cambiato idea decidendo di non partecipare più alla cosiddetta "Davos nel deserto", la conferenza chiamata Future Investment Initiative in calendario a Riad (Arabia Saudita) dal 23 al 25 ottobre prossimi.

Wall Street rimbalza con le banche

Morgan Stanley e Goldman Stanley battono le stime con le loro trimestrali
AP

Caso Khashoggi: Trump sembra disposto a credere al mea culpa saudita: interrogatorio finito male

Sotto il pressing internazionale, Riad si prepara a puntare il dito contro presunte mele marce
AP

L'Arabia Saudita si prepara ad ammettere che il giornalista saudita Jamal Khashoggi - scoparso dal 2 ottobre scorso quando entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul, Turchia - è morto per via di un interrogatorio andato male. E Donald Trump sembra disposto a credere a questa spiegazione, come suggerito ieri quando ha parlato della potenziale responsabilità di "malviventi".

Caso Khashoggi: i Ceo di Jpm, BlackRock e Blackstone fuori dalla "Davos nel deserto". Trump invia Pompeo a Riad

James Dimon, Larry Fink e Stephen Schwarzman si aggiungono ai top manager che hanno deciso di non partecipare più alla conferenza. Il presidente Usa ha parlato con il re saudita
Wikimedia Commons

Gli amministratori delegati di Jp Morgan, BlackRock e Blackstone hanno deciso di non partecipare più alla cosiddetta "Davos nel deserto", la conferenza prevista dal 23 al 25 ottobre prossimi a Riad, in Arabia Saudita. E il presidente americano si prepara a inviare a Riad il suo segretario di Stato. Le mosse seguono le polemiche nate dal sospetto che la nazione abbia ucciso il giornalista saudita Jamal Khashoggi, scoparso dal 2 ottobre scorso quando entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul, Turchia. 

Il primo anno fiscale completo di Trump chiuso con deficit al top del 2012

E' salito del 17% a 779 miliardi di dollari, top del 2012. Come percentuale del Pil, il dato è cresciuto al 3,9% dal 3,5%. Timori su sostenibilità dei conti pubblici

Nel primo anno fiscale completo dell'era Trump, il deficit federale americano è salito ai massimi di sei anni fa. E' l'effetto della politica fiscale espansiva voluta dal presidente Donald Trump, fatta di tagli alle tasse e maggiori spese (anche militari).

Elon Musk deposita brevetto per "Teslaquila"

Si tratta di un "liquore distillato di agave"
AP

Elon Musk non si smentisce mai. Dopo essersi dato alle auto elettriche con Tesla, al trasporto nello spazio con SpaceX, ai tunnel sotterranei di treni super veloci con Boring Company e ai lanciafiamme, l'irriverente imprenditore sembra volere darsi alla tequila.

Dalla Puglia agli Usa: il pane Altamura di Oropan vuole fare gola agli americani (e a Trump)

Piano di espansione per raddoppiare il fatturato in due anni
Vito Forte e la figlia Lucia Forte

Il pane di Altamura Dop della Oropan alla conquista dell’America. Il prodotto è stato scelto come simbolo della Puglia al galà annuale della National Italian American Foundation (associazione che rappresenta circa 20 milioni di italo-americani residenti negli Stati Uniti), in calendario a Washington domani con 1.300 invitati. Anche il presidente, Donald Trump, è stato invitato ma non è ancora chiaro se vi parteciperà. Certo è che al leader Usa il pane a lievitazione naturale di Oropan arriverà comunque attraverso la sua delegazione presente all'evento.

La minaccia velata di Riad: usare di nuovo il petrolio come arma politica

Tagliare la produzione per fare schizzare i prezzi del barile. E' questa la mossa temuta dagli investitori da parte dell'Arabia Saudita

Il petrolio al Nymex viaggia in modo volatile mentre il mercato si concentra sulle crescenti tensioni tra Usa e Arabia Saudita per via della scomparsa del giornalista saudita Jamal Khashoggi. 

Facebook riduce a 30 mln il numero di account colpiti da recente attacco hacker

I pirati informatici hanno avuto accesso a email, numeri di telefono e nomi di 15 milioni di persone. L'Fbi indaga. Bocche cucite su chi sia il responsabile dell'intrusione. Intatte le app Messenger, WhatsApp e Instagram
AP

Sono 20 milioni di meno gli account Facebook colpiti dai problemi di sicurezza scoperti il 25 settembre. Il gruppo ha tagliato a 30 milioni da 50 milioni il numero di account di cui gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità associata alla funzione (in inglese "view as") che consente agli utenti di vedere i loro profili come se fossero uno dei loro amici.

Nyt: Kushner non ha pagato tasse per anni

Il genero di Donald Trump ha usufruito di pesanti sgravi fiscali nel periodo tra il 2009 e il 2016

Nel periodo tra il 2009 e il 2016 Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere della Casa Bianca, non ha pagato tasse o ne ha pagate pochissime. A scriverlo è il New York Times che cita documenti finanziari riservati tra cui carte compilate, con la collaborazione dello stesso immobiliarista, da un istituto finanziario in vista della concessione di un prestito.