I numeri del Super Bowl, dalle tonnellate di patatine fritte al prezzo degli spot

Domenica prossima gli americani spenderanno un miliardo in cibo e bevande

Gli americani si preparano ad affrontare uno degli eventi più importanti dell’anno. Domenica 5 febbraio ci sarà il quarantaseiesimo Super Bowl, lo scontro finale tra i New York Giants e i New England Patriots. Chi è riuscito a ottenere i biglietti, per cui ha sborsato una media di 4.000 dollari, seguirà la partita al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, in Indiana.

Milioni di americani passeranno la prossima domenica al pub oppure a casa con amici, l’importante è che ci sia un maxi schermo, birra fresca e cibo in quantità. Durante la partita, secondo la società di ricerca Nielson Group, gli americani mangeranno 1,25 miliardi di ali di pollo, 8 milioni di fette di pizza, 21 mila tonnellate di patatine fritte e 32 mila tonnellate di guacamole. Da bere, invece, saranno consumati 10 milioni di barili di birra. Il tutto per una media di 1.200 calorie a testa, nella seconda giornata più calorica dell’anno dopo il giorno del Ringraziamento.

Un vero business per le aziende del settore, visto che gli americani spenderanno oltre un miliardo di dollari in cibo e bevande nella domenica sportiva più importante dell’anno. Una giornata che sarà particolarmente costosa per chi ha deciso di andare in trasferta a Indianapolis, dove il prezzo di alcuni hotel è aumentato del 1.700 per cento per l’occasione.

Ma il business più appetitoso nella giornata del Super Bowl saranno le pubblicità televisive, i cui prezzi sono saliti alle stelle in vista dei 111 milioni di americani attesi davanti al teleschermo. Uno spot di 30 secondi, spiega Nbc, costerà tra 3,5 e 4 milioni di dollari, circa il 15 per cento in più dell’anno scorso. Samsung è una delle società che ha investito per uno spazio prezioso nel palinsesto televisivo di domenica prossima. Un’altra azienda sud coreana, Hyundai, ha fatto la stessa scelta con l’intento di eguagliare il successo di Volkswagen The force, lo spot con cui la casa tedesca fece impazzire il pubblico americano l’anno scorso.

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