La settimana della moda è un evento denso di appuntamenti e per essere un successo ogni singolo dettaglio deve essere organizzato con la minima cura. E la persona giusta a New York è Ruth Finley, che, da settanta anni, ogni stagione crea il calendario della Fashion Week, tra passerelle, feste ed eventi mondani. Ruth, un'anziana signora dell'Upper East Side minuta e con un abbigliamento di sartoria molto semplice, fatto di cardigans e pantaloni a pied-de-poule, fa questo mestiere da 1945 anno in cui lei stessa lo aveva inventato e racconta: “Sono sempre molto neutrale in quello che indosso, non mostro marche. Sono come la Svizzera”.
L'idea di un calendario, che mettesse ordine tra gli appuntamenti della moda newyorkese, tuttavia, l'aveva avuta già nel 1943 (il primo anno della Fashion Week a New York, che allora si chiamava Press Week), quando, all'età di 16 anni, lavorava per la pagina femminile del quotidiano Boston Herald, e aveva sentito alcune donne lamentarsi di non poter partecipare a due sfilate sovrapposte.
Il calendario di colore rosso vivace, “per attirare l'attenzione sulle scrivanie sempre disordinate dei giornalisti”, viene venduto con un abbonamento che costa 450 dollari e elenca gli avvenimenti da non perdere a New York, con un'attenzione particolare alle due Fashion Week, quella di febbraio e quella di settembre.
L'azienda della signora Finley, che conta 4 dipendenti oltre lei, è completamente attrezzata con le ultime tecnologie. Il suo calendario, infatti, inizia con alcune bozze su una lavagna gigante e termina in un software, come racconta la donna: “Lavoravamo con uno dei primi computer, che occupava una stanza intera, ora invece usiamo tutti i computer Apple”.
E appena inizia una Fashion Week, lei ed il suo team già stanno lavorando alla prossima, alle prese con gli stilisti piu' esigenti. “Donna Karan e Marc Jacobs, che inizia con ore di ritardo o puntualissimo, sono sempre i primi a contattarmi – racconta. Loro due sono le ancore attorno alle quali ruotano gli appuntamenti di molti altri stilisti”.














