Il capo dell'Fbi è in possesso di "informazioni esplosive" sui legami Trump-Russia?

E' quello che sostiene il leader dei democratici al Senato, Harry Reid, che accusa James Comey di avere compiuto un atto "di parte" nell'annunciare il ritrovamento di email legate a Clinton in un'indagine separata

Mentre il conto alla rovescia all'Election Day è iniziato, l'Fbi ha avviato l'analisi delle 650.000 email legate a Hillary Clinton e che - come emerso a sorpresa venerdì 28 ottobre - potrebbero essere rilevanti nell'ambito dell'indagine (chiusa a luglio senza alcuna incriminazione) riguardante l'uso di un account di posta elettronica e di un server privati da parte della stessa Clinton quando era segretario di Stato. La polizia federale ha ottenuto il mandato per passare al vaglio messaggi trovati nell'ambito di un'inchiesta separata, quella riguardante l'invio di sms piccanti da parte dell'ex deputato Anthony Weiner a una 15enne. E' sul computer di lui, condiviso con l'ex moglie nonché stretta alleata di Clinton (Huma Abedin), che quelle email sono state trovate. E mentre dentro l'Fbi e il dipartimento di Giustizia ci sono tensioni su come condurre le indagini legate alla candidata democratica, procuratori e agenti stanno cercando di analizzare più materiale possibile prima dell'8 novembre. Ci sono tuttavia forti dubbi che il loro lavoro possa essere completato prima della chiamata alle urne.

Ci vorranno settimane per capire quali email sono di lavoro, quali sono state già lette dall'Fbi essendo magari passate attraverso il server privato di Clinton e se contengono materiale top secret o comunque di una tale importanza da gettare sotto nuova luce l'indagine conclusa d'estate.

Intanto la campagna di Clinton cerca di sminuire l'importanza dell'analisi in corso da parte dell'Fbi, guardandosi bene dal dire che l'indagine chiusa a luglio è stata 'riaperta'. La strategia è invece quella di gettare dubbi sulla credibilità di James Comey, il repubblicano a capo dell'Fbi e la cui lettera al Congresso sul ritrovamento di email ha fatto scoppiare il putiferio. Harry Reid, il leader dei democratici al Senato, ipotizza che Comey abbia violato la legge. Non solo. Secondo Reid il capo dell'Fbi sta nascondendo "informazioni esplosive" sui "legami stretti e il coordinamento tra Donald Trump, i suoi consulenti e il governo russo".

In una lettera a Comey, Reid ha spiegato: "Ti ho scritto mesi fa chiedendo la pubblicazione di queste informazioni eppure continui a non informare il pubblico con questo materiale cruciale". Il senatore democratico accusa il capo della polizia federale di avere compiuto un "atto di parte" pensato per aiutare il candidato repubblicano annunciando appunto un nuovo colpo di scena sulle email di Clinton a pochi giorni dalle elezioni. Secondo lui ciò potrebbe violare la legge federale chiamata Hatch Act, che impedisce a funzionari pubblici di influenzare le elezioni.

L'attacco di Reid è arrivato mentre il vantaggio di Clinton su Trump si assottiglia. Almeno secondo il sondaggio condotto da Abc News e in base al quale l'ex segretario di Stato vanta il 46% contro il 45% di Trump in una corsa a quattro per la Casa Bianca. Una settimana prima Clinton aveva un vantaggio del 12%. Ma almeno 21 milioni di persone hanno già votato nel Paese e per loro la sorpresa di ottobre - il colpo di scena delle nuove email - ormai non ha alcun effetto.