Il capo dell'intelligence Usa bacchetta Trump sull'incontro con Putin

Coats: "Non doveva incontrarlo da solo, mi aspettavo dichiarazioni diverse"

Dan Coats, il direttore dell'intelligence nazionale (Dni) degli Stati Uniti, ha detto che avrebbe preferito che il presidente Donald Trump non avesse incontrato, da solo, l'omologo russo, Vladimir Putin, come avvenuto luned" al palazzo presidenziale di Helsinki, in Finlandia. Il capo dello spionaggio statunitense ha poi detto di non avere idea di cosa si siano detti i due leader. "Se mi avesse chiesto come fare, gli avrei suggerito un modo diverso" ha detto, intervistato all'Aspen Security Forum, ieri. "Ma non è il mio ruolo, non è il mio lavoro".

L'intervistatrice Andrea Mitchell, della Nbc, ha poi interrotto il colloquio per annunciare che Trump ha invitato Putin a Washington, in autunno. Coats, che non ha nascosto la sorpresa e l'imbarazzo, ha commentato: "Dillo ancora?", scatenando le risate dei presenti. "Ok, sarà speciale" ha aggiunto ridendo. L'ex senatore repubblicano dell'Indiana ha poi detto che il suo ufficio incontrerà Trump per spiegargli i rischi di avere Putin nel Paese e che gli raccomanderà di non incontrarlo da solo.

Coats ha poi mostrato il suo dispiacere per le parole di Trump nella conferenza stampa successiva al bilaterale con Putin, in cui il presidente è sembrato mettere in dubbio le conclusioni delle agenzie di intelligence sulle ingerenze russe nelle ultime elezioni presidenziali. "Avrei voluto sentire dichiarazioni differenti, ma credo che ora sia stato tutto chiarito" ha dichiarato Coats, che come direttore dell'intelligence nazionale supervisiona il lavoro della Cia, della Nsa e delle altre 14 agenzie d'intelligence.

"È innegabile che i russi stiano approfittando di questo, sono quelli che cercano di indebolire i nostri valori basilari. Dobbiamo fare in modo che non siano capaci di farlo alle prossime elezioni". In un discorso pronunciato oggi, Coats ha poi detto che i russi continuano a cercare di indebolire la democrazia americana con propaganda diffusa sui social media americani.

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