Il cofondatore di Facebook: va smantellato, troppo potente

Colui che aiutò Mark Zuckerberg a creare quello che poi è diventato il social network più grande al mondo è convinto che il gruppo Facebook vada diviso. Chris Hughes lo ha scritto nero su bianco in un articolo da 6mila parole pubblicato dal New York Times.

Secondo lui, l'azienda di Menlo Park (da cui se ne andò nel 2007) ha ottenuto una potenza "senza precedenti" e l'attenzione di Zuckerberg sulla crescita lo a spinto a "sacrificare la sicurezza". Hughes - che lavorò alla prima campagna elettorale di Barack Obama - è anche convinto che se Facebook non verrà toccato, il suo monopolio nelle interazioni sociali online "diventerà sempre più consolidato".

L'idea avanzata dal cofondatore di Facebook richiama quella promossa dalla senatrice democratica Elizabeth Warren, convinta che lo smantellamento di Amazon, Facebook e Google serva per promuovere una maggiore competizione. La risposta del colosso dei social non si è fatta attendere. Nick Clegg, ex vice premier britannico reclutato da Facebook, ha sottolineato che lo stesso Zuckerberg ha proposto nuove regole per internet (ma non un breakup). Il tutto succede mentre Facebook rischia una multa di 5 miliardi di dollari della Federal Trade Commission per violazioni della privacy legate al caso di Cambridge Analytica (esploso nel marzo 2018).

Nell'articolo Hughes ha spiegato che è da due anni che non vede il suo ex compagno di Harvard, definito "una brava persona". Per lui il governo deve tenere a freno il potere immenso di cui Facebook gode: "Troppo a lungo i legislatori si sono meravigliati della crescita esplosiva di Facebook e ignorato le loro responsabilità per garantire che gli americani siano protetti e i mercati siano competitivi".

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