Il legname canadese nel mirino di Trump, gli Usa vogliono dazi al 20%

Dopo le proteste dei produttori di latte Usa per la politica dei prezzi di Ottawa, Washington apre un nuovo fronte nella guerra contro i prodotti provenienti dall'estero. Il governo canadese: "Decisione iniqua e punitiva"

Donald Trump apre un nuovo fronte nella guerra commerciale contro i prodotti provenienti dall'estero venduti negli Stati Uniti. Il bersaglio questa volta è il legname canadese, per il quale la Casa Bianca è pronta a introdurre un dazio punitivo del 20 per cento sulle importazioni (la media di un intervallo che va dal 3% al 24%). La decisione è preliminare: ne ha parlato lo stesso presidente americano ieri durante un incontro con i giornalisti delle testate d'ispirazione conservatrice; la notizia è stata confermata in una intervista al Wall Street Journal dal segretario al Commercio Wilbur Ross.

La misura - che chiama in causa il legname canadese con il quale vengono tipicamente costruite le case (in Usa in genere non si usano i mattoni) - rischia di essere retroattiva. A Ross non piace il fatto che nelle province canadesi venga permesso il taglio di alberi a costi coperti da sussidi giudicati impropri; e non piace nemmeno che poi la materia prima sia venduta a prezzi bassi. Il dipartimento del Commercio Usa calcola che il valore delle importazioni negli Stati Uniti del legname canadese abbia raggiunto i 5,66 miliardi di dollari nel 2016.

Il governo canadese ha definito la decisione di nuovi dazi sul legname "iniqua e punitiva" e minaccia di intraprendere le vie legali se sarà necessario. L'idea è che la tesi di fondo dell'amministrazione Trump sia "priva di fondamento". In una nota congiunta, il ministro canadese per le Risorse naturali, Jim Carr, e quello per gli Affari esteri, Chrystia Freeland, hanno avvertito che i nuovi dazi avranno effetti negativi soprattutto sulle famiglie americane che dovranno affrontare costi maggiori per costruire o rinnovare le loro abitazioni. Secondo alcune stime, con le nuove tariffe chi vorrà acquistare casa in Usa dovrebbe sborsare almeno 1.200 dollari in più. Anche per questo premono per convincere il presidente Usa ad "annullare questa azione commerciale ingiusta e non necessaria".

Intanto il settore statunitense del legname festeggia (in autunno aveva depositato una lamentela): "Apprezziamo l'azione odierna del dipartimento del Commercio", ha detto il legale della U.S. Lumber Coalition, che rappresenta produttori americani grandi e piccoli.

Quella sul legname canadese è l'ultima prova dell'inasprimento delle relazioni commerciali tra Usa e Canada, tradizionalmente tra le più amichevoli del mondo. Un'escalation cominciata con le proteste dei produttori di latte statunitensi, e cavalcata da Trump, contro la nuova politica del governo di Ottawa sui prezzi dei latticini. Il presidente Usa ha scritto in un tweet che il Canada ha reso "molto difficile" la situazione per i produttori caseari di Stati americani come il Wisconsin.

Per gli Usa, il Canada è il maggior partner commerciale bilaterale dopo la Cina con beni e servizi che nel 2016 hanno superato i confini per un valore di 454 miliardi di dollari. I negoziati per rivedere il North American Free Trade Agreement (Nafta), l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico, non sembrano destinati ad iniziare nel migliore dei modi.

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