Il linciaggio è un reato d'odio: l'ok della Camera Usa dopo 120 anni di fallimenti

Il Senato ha già approvato una versione simile del provvedimento e dovrebbe passare questo secondo testo, mandandolo sulla scrivania del presidente Trump

Unsplash /Louis Velazquez

La Camera statunitense ha approvato quasi all'unanimità un provvedimento che renderà il linciaggio un reato di odio a livello federale, a oltre cento anni dall'introduzione della prima proposta di questo tipo al Congresso. L'Emmett Till Antilynching Act è stato approvato con un voto di 410-4; il deputato Bobby Rush, firmatario della proposta, ha detto che il provvedimento "manderà il forte messaggio che la violenza, la violenza basata sulla razza in particolare, non ha posto nella società americana". "Non possiamo negare che il razzismo, l'intolleranza e l'odio ancora esistano in America" ha commentato la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ricordando, tra gli altri, la manifestazione dei suprematisti bianchi a Charlottesville, nel 2017, conclusasi con la morte di una donna che manifestava contro il razzismo. 

Finora, il Parlamento statunitense aveva tentato di approvare un provvedimento contro il linciaggio circa 200 volte, fallendo sempre; il primo tentativo risale al 1900. Almeno 4.742 persone, in gran parte afroamericane, sono state linciate negli Stati Uniti tra il 1882 e il 1968, con episodi in tutti gli Stati, tranne quattro, secondo quanto scritto nella proposta di legge. Nel 99%, gli autori non sono stati puniti.

Una versione diversa del provvedimento, il Justice for Victims of Lynching Act, è stata approvata dal Senato lo scorso anno, introdotta dai tre senatori afroamericani: i democratici Cory Booker e Kamala Harris e il repubblicano Tim Scott. Parlando in Aula, il deputato Rush ha detto di essere "contento che quello che stiamo votando sia già stato approvato dal Senato e sono particolarmente speranzoso che non affronterà ulteriori ostacoli nel suo percorso verso la scrivania del presidente" Donald Trump. Ci sono differenze minime tra i due provvedimenti: per questo, i deputati democratici sono ottimisti che il Senato approverà la loro versione e la manderà sulla scrivania di Trump.

La proposta di legge porta il nome dell'afroamericano Emmett Till, brutalmente aggredito e linciato in un piccolo paese del Mississippi nel 1955, dopo essere stato accusato di aver 'fischiato' a una donna bianca in un negozio di alimentari; aveva 14 anni. Due uomini furono incriminati per il suo omicidio, ma furono assolti da una giuria composta soltanto da uomini bianchi; gli accusati, in seguito, confessarono di aver ucciso il ragazzo. L'accusatrice di Till, Carolyn Bryant Donham, ammise nel 2017 che il ragazzo non aveva fatto delle avance sessuali nei suoi confronti, al contrario di quanto affermato nella sua testimonianza.


Stefania Spatti @sspatti