La Cina tende la mano agli Usa, il Messico annuncia dazi

Pechino pronta ad aumentare gli acquisti di prodotti agricoli ed energetici americani a patto che Trump non imponga tariffe. La nazione dell'America centrale reagisce ai dazi fatti scattare da Washington su acciaio e alluminio
AP

Mentre la Cina ha teso la mano agli Usa, il Messico ha preso contromisure contro la prima economia al mondo.

Secondo il Wall Street Journal, la Cina ha offerto agli Usa di comprare quasi 70 miliardi di dollari di prodotti agricoli ed energetici. Pechino ha posto però una condizione: l'amministrazione Trump deve abbandonare i suoi piani di imporre dazi contro la seconda economia al mondo. Stando ai funzionari sentiti dal giornale, lo scorso fine settimana i negoziatori cinesi capitanati dal vicepremier Liu He hanno presentato alla delegazione Usa guidata dal segretario al Commercio Wilbur Ross un piano che include maggiori acquisti di soia, mais, gas naturale, petrolio e carbone americani. I funzionari sia cinesi sia americani stimano che quel piano valga quasi 70 miliardi di dollari il primo anno. Liu avrebbe chiarito a Ross che una simile offerta verrebbe ritirata se Washington tira dritto con la sua intenzione di fare scattare "poco dopo il 15 giugno" dazi su 50 miliardi di dollari di prodotti tecnologici cinesi.

Il peso messicano è sceso sui minimi di 15 mesi contro il dollaro nel giorno in cui il Messico ha pubblicato un decreto firmato dal presidente Enrique Pena Nieto con cui si annunciano dazi contro una serie di prodotti agricoli e in acciaio in arrivo dagli Usa. La nazione dell'America centrale ha risposto così alla decisione del presidente americano Donald Trump di fare scattare anche per il Messico -  come il Canada e la Ue - le tariffe dogali contro acciaio e alluminio (entrate in vigore l'1 giugno scorso). Un dollaro è arrivato a comprare 20,4270 peso.

Ad essere presi di mira sono carne di maiale, mele e patate (su cui verranno imposti dazi del 20%), formaggi e bourbon (20-25%) oltre a prodotti in acciaio. Lo scorso anno il Messico ha importato quasi 650.000 tonnellate di carne di maiale (spalla e stinco, snobbate dagli Usa dove si preferiscono pancetta e costine) per un valore di 1,07 miliardi di dollari. Per sostituire le forniture dagli Usa, il Messico potrebbe rivolgersi al Canada o alla Ue.

La situazione complica ulteriormente i negoziati per la riscrittura del North America Free Trade Agreement (Nafta), a cui Trump preferirebbe un accordo ad hoc siglato separatamente con Canada e Messico.

A pesare sul peso sono state anche le parole di John Cornyn, il numero tre del partito repubblicano al Senato, secondo cui difficilmente i legislatori Usa avranno il tempo per approvare quest'anno un nuovo Nafta. Lo speaker della Camera, Paul Ryan, aveva indicato che un nuovo patto doveva essere siglato almeno in linea di principio entro il 17 maggio in modo da permettere all'attuale Congresso di votare prima di fine anno. Da gennaio infatti la composizione di Capitol Hill potrebbe cambiare a seconda dell'esito delle elezioni di metà mandato di novembre.

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