Il Messico apre a un accordo con gli Usa sui richiedenti asilo

In caso di fallimento delle misure per fermare i migrati irregolari previste dall'accordo appena firmato. "Vogliamo un accordo regionale"; gli Stati Uniti, invece, premono per un'intesa basata sul "safe third country"
AP

Se le misure promesse dal Messico agli Stati Uniti per fermare il flusso di migranti irregolari non dovessero portare i risultati sperati, il Paese latinoamericano prenderebbe in considerazione l'ipotesi di un accordo sui richiedenti asilo, con Washington che preme per un'intesa sul "safe third country" o "country of first asylum", concetto che prevede che le persone chiedano asilo nel primo Paese sicuro dove mettono piede.

Parlando a una conferenza stampa a Città del Messico, il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard ha detto: "Confidiamo che le misure proposte avranno successo. Se non lo avranno, parteciperemo a una discussione di questo tipo". Il potenziale accordo sui richiedenti asilo, ha reso noto Ebrard, è la misteriosa "concessione importante" di cui Donald Trump ha parlato oggi su Twitter; il ministro messicano, però, ha rimarcato che "nessun accordo è stato firmato", al contrario di quanto scritto dal presidente statunitense.

Venerd", i due Paesi hanno raggiunto un accordo che ha evitato l'introduzione di dazi statunitensi del 5% sui prodotti importati dal Messico, grazie agli impegni presi dal presidente Andrés Manuel L-pez Obrador sull'immigrazione, per esempio l'invio di 6.000 agenti della Guardia nazionale al confine con il Guatemala; l'accordo prevede anche l'ampliamento del programma che prevede che una parte dei richiedenti asilo negli Stati Uniti rimanga in Messico in attesa che le singole richieste siano valutate.

Ebrard ha poi smentito Trump, che aveva scritto su Twitter che "il Messico ha accettato di comprare immediatamente una grande quantità di prodotti agricoli dai nostri agricoltori", nell'ambito dell'accordo firmato venerdì. "Nessuna questione commerciale è stata inclusa nell'accordo sull'immigrazione", non c'è stato "alcun nuovo accordo sui prodotti agricoli" ha detto Ebrard.

Le parti, ha aggiunto il ministro, si incontreranno e valuteranno l'efficacia delle misure sull'immigrazione tra 45 giorni e non tra 90 giorni, come previsto dall'accordo presentato venerdì. Ebrard, affermando che gli Stati Uniti premono per un accordo sul "safe third country", ha dichiarato che la delegazione messicana "ha molte riserve" su questo tipo di patto, che Washington ha firmato con il Canada. Il Messico preferirebbe un accordo regionale, che coinvolgesse i Paesi centroamericani e anche il Brasile, sotto l'egida dell'Unhcr, ovvero l'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite.

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