Il Mondiale delle escluse, l'idea che arriva dagli Usa

Molte nazionali di rilievo non andranno in Russia. Perché, allora, non organizzare un torneo tra loro, sull'esempio del basket universitario statunitense?
Ap

L'idea nasce negli Stati Uniti, dove il precedente - nel basket - esiste già: perché non organizzare un Mondiale di calcio con le nazionali escluse? A proporlo è il giornalista statunitense Andrew Joseph su Usa Today, ma l'idea era già da ore in circolo sui social network. Italia, Stati Uniti, Paesi Bassi e Cile sono solo alcune delle grandi escluse dal Mondiale del prossimo anno in Russia, che hanno fatto sprofondare nella tristezza i fan e provocato danni enormi anche a chi aveva investito sulla loro qualificazione, come le televisioni. Perché, allora, non organizzare un Mondiale a inviti, come succede per il basket universitario negli Stati Uniti con il Nit? Nit sta per National Invitational Tournament, sarcasticamente ribattezzato 'Not in Tournament', corrispondente peraltro alla verità: nata prima del campionato Ncaa, è poi diventata la competizione di consolazione per le squadre escluse dal grande torneo.

Il discorso, negli Stati Uniti, è molto pragmatico: Fox ha speso 200 milioni di dollari per i diritti televisivi dei Mondiali e mai si sarebbe aspettata l'eliminazione nelle qualificazioni della nazionale. Non solo i fan statunitensi non potranno tifare per Christian Pulisic e compagni, ma non potranno nemmeno ammirare i giocatori di Italia, Paesi Bassi, Cile (campione del Sudamerica) e Camerun (campione africano); anche Costa d'Avorio, Ghana, Paraguay e Galles, per esempio, hanno fallito la qualificazione. Questo torneo potrebbe essere organizzato negli Stati Uniti sui campi da football e baseball ed essere un unicum, in attesa dell'allargamento a 48 nazionali dal 2026, quando probabilmente nessuna nazionale degna di nota sarà lasciata a casa. Il fuso orario permetterebbe alla Fox di mostrare la Coppa del Mondo al mattino e al pomeriggio, per poi passare alla copertura del Nit in serata. Sarebbe un'opportunità per promuovere una nuova era calcistica negli Stati Uniti e permettere agli investitori di non perdere soldi; in fondo, queste nazionali sono tutte sulla stessa barca, scrive Joseph: sono deluse e hanno l'estate libera.

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Tutto iniziò con un rumor. Poi il selloff. Il New York Stock Exchange chiuse in anticipo. Seduta da panico. Dow Jones -2,9%

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