Il Nyt stronca l'Aperol Spritz, è rivolta sul web

Per il quotidiano di New York "non è un buon drink", ma su internet sono migliaia gli utenti accorsi in difesa
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Dopo anni di passione l'amore degli americani per lo Spritz sembra essere arrivato al capolinea. A decretare la rottura definitiva della liaison ci ha pensato il New York Times con un articolo che stronca il celebre drink, protagonista indiscusso nell'ultimo decennio di party, aperitivi e feste di ogni tipo.

"Lo Spritz non è un buon drink", sentenzia il quotidiano americano secondo cui si beve come un Capri Sun (una marca di succhi di frutta americani) dopo una partita di calcio durante un’afosa giornata estiva". Ma questo, chiarisce la giornalista autrice del pezzo Rebekah Peppler, "non è un complimento". L'articolo non nega le qualità del drink tra cui l'effervescenza, l'essere ghiacciato al punto giusto e il fatto che venga sempre accompagnato da una fetta d’arancia. C’è però un problema di fondo: "l'Aperol Spritz in realtà non è buono".

A sostegno della sua tesi la giornalista intervista Katie Parla, autrice americana del libro "Food of the Italian South", che da anni vive a Roma. "Manca la complessità che hanno altri drink" sostiene la scrittrice secondo cui troppo spesso l’aperitivo è abbinato "a prosecco di bassa qualità".

Ma non è tutto, una delle principali critiche mosse allo Spritz, indirettamente rivolta ai barman di mezzo mondo è che "se non viene servito subito, il ghiaccio si scioglie e diluisce il cocktail così da ottenere una versione annacquata nemmeno vicina all'originale". Secondo i detrattori poi buona parte del successo sarebbe figlia della corposa campagna pubblicitaria messa in piedi da Campari che dal 2003 possiede il marchio.

"Uno spritz ben fatto è l’ideale per aprire la serata", scrive la giornalista americana secondo cui la versione con l’Aperol non è tra le migliori esistenti che, invece, sono quelle dal gusto più "sfumato". "Se la parte finale del drink ha il sapore delle vitamine per bambini allora sappi che è totalmente sbagliato", spiega ancora la Peppler che sottolinea l’importanza delle giuste dosi in uno spritz perfetto: tre parti di prosecco, due parti di Aperol (o un altro tipo di aperitivo), una parte di soda, ghiaccio e mezza fettina di arancia.

Fondamentale è ovviamente la qualità del prosecco usato, molto spesso "scadente". "Penso che la gente abbia l'idea sbagliata che mescolandolo con altri ingredienti non abbia importanza quale sia la qualità perché non sarai in grado di distinguerlo. Ma invece è davvero importante", spiega Natasha David, proprietaria di Nitecap, un bar di New York che dedica un'intera sezione del menu agli spritz.

Ad arrivare in soccorso del celebre long drink è Grub Street, rivista specializzata americana collegata al New York Magazine, che ha pubblicato un articolo nel quale ha messo insieme le reazioni del popolo della rete. E ad insorgere contro il pezzo del New York Times non sono solo italiani ma anche e soprattutto numerosi americani accorsi in difesa del drink.

"Andate a Venezia, bevetene uno ben fatto e cambierete idea", suggerisce un utente su Twitter. "Usate un buon prosecco e avrete risolto il problema", spiega invece un altro internauta. "Se la domanda è se l’Aperol Spritz sia il miglior tipo di Spritz la risposta è no, ma è sicuramente la porta d’accesso al mondo degli Spritz ed è decisamente buono", commenta Esther Mobley critica di vino per il San Francisco Chronicle.

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