Il Piemonte si promuove a New York

Dalle Alpi alle colline delle Langhe, dal vino all'eleganza di Torino, passando per lo Juventus Stadium: questo e altro in una regione da 'vendere' ai turisti americani

Il Piemonte è tante cose, ma per molto tempo è stato soprattutto un segreto ben custodito. Solo negli ultimi anni ha iniziato ad accogliere turisti, che ora camminano per le vie di Torino, vanno in cerca di tartufi nelle Langhe e sciano sulle montagne piemontesi scoprendo una regione ricca di bellezze. Proprio per far conoscere meglio il Piemonte si è tenuta al Consolato generale d'Italia a New York una colazione speciale organizzata dal console in collaborazione con l'Italian National Tourist Board.

In tavola cioccolato torinese e a parlare al pubblico sei ambasciatori della regione, non tutti piemontesi. I sei erano Maria Elena Rossi, a capo del Piemonte Tourist Board, Stefano Mosca del Biella Tourist Board, Marco Albano, responsabile dello Juventus Museum and Stadium Tour, Mauro Carbone del National Centre for the Study of Truffles, Gianni Miradoli del tour operator Central Holidays che da anni porta gli americani in Italia, e Marco Leona, piemontese che da tredici anni lavora al Metropolitan Museum.

I primi quattro sono venuti a New York a presentare una serie di tour ideati dal Piemonte Tourist Board, pensati per gli americani che desiderano fare un'esperienza speciale in una regione finora rimasta fuori dai circuiti canonici del turismo in Italia, ma tutta da scoprire. Grazie al Ptb sarà infatti possibile andare in cerca dei "real experience providers", come li ha definiti Maria Elena Rossi: quelle cose che possono regalare al turista un viaggio non solo fisico, nel senso di spostamento verso un luogo, ma anche "sensoriale, visivo, emotivo" nelle esperienze che quel luogo può generare; che siano di gusto, paesaggistiche, o sportive: "Il vino, il cibo, i paesaggi, il tessile, il design automobilistico, il calcio: sono tutte esperienze che in Piemonte si possono fare". Cercare tartufi nelle Langhe, visitare il museo della Juventus e il nuovo stadio della squadra torinese, recarsi nelle fabbriche del tessile di Biella (Ermenegildo Zegna, Loro Piana) per vedere i luoghi dove viene prodotto quello stesso cachemire venduto nelle boutique della Quinta Avenue.

"Vogliamo far crescere il mercato turistico piemontese", ha detto Rossi. "Per fortuna, per innovare bisogna avere radici profonde, tradizioni profonde. E le tradizioni sono una cosa che in Piemonte non manca".

"Si paragonano spesso Piemonte e Toscana, per i vini, per certi paesaggi", ha aggiunto Miradoli. "Da non piemontese, vi posso dire con cognizione di causa che il Piemonte non è secondo a nessuno".

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Dopo l'uscita di diversi a.d., Trump scioglie due consigli

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Anche in questo caso ha voluto dare l'impressione di essere lui a decidere il gioco. Cos", dopo la fuoriuscita di diversi amministratori delegati dai consigli del presidente americano, Donald Trump ha preferito scioglierli. "Invece di fare pressione agli uomini d'affari del Manufacturing Council e dello Strategy and Policy Forum, metto fine a entrambi. Grazie a tutti!", ha scritto il presidente su Twitter, poco dopo l'ennesima mossa degli amministratori delegati: nel primo pomeriggio infatti Stephen A. Schwarzman, a.d. di Blackstone e una delle persone più fidate di Trump all'interno della comunità del business di New York, ha organizzato una riunione telefonica per decidere in che modo procedere. La decisione finale è stata quella di lasciare tutti insieme il consiglio.

Fca si unisce a Bmw e Intel per sviluppo guida autonoma

Il gruppo automobilistico italo americano ha firmato un memorandum of understanding con la rivale tedesca e Mobileye, controllata del produttore Usa di microprocessori
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Mentre il mercato continua a domandarsi se e quale gruppo cinese abbia fatto un'offerta per rilevare Fiat Chrysler Automobiles (Geely ha negato) e se ci sarano altri spin-off (Magneti Marelli?) dopo quello di Ferrari, il gruppo guidato da Sergio Marchionne continua a siglare intese per rafforzarsi nella tecnologia della guida autonoma. Se nel maggio 2016 Fca era diventata la prima azienda automobilistica a siglare un accordo non esclusivo con Google (Waymo), ora è il primo costruttore automobilistico ad unirsi alla tedesca Bmw e all'americana Intel per lo sviluppo di una piattaforma di guida autonoma all’avanguardia. I tre gruppi hanno infatti siglato un Memorandum of Understanding.

Il mondo degli affari contro Trump, Wall Street verso il ribasso

Minute della Fed: governatori divisi su inflazione e prossima stretta
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Charlottesville, anche Cook (Apple) e Dimon (JPMorgan) contro Trump

Molti top manager contro il presidente Usa, che ha messo sullo stesso piano suprematisti bianchi e manifestanti di sinistra

Si allunga la serie di top manager americani che hanno "scaricato" Donald Trump per i suoi commenti sui fatti di Charlottesville, dove James Alex Fields, ventenne militante dell'alt right, sabato si è lanciato con la propria auto contro i manifestanti anti-razzisti, uccidendo una persona e ferendone altre 19.

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Paragonare chi protesta contro il razzismo a neonazi e suprematisti bianchi. E paragonare Robert E Lee - leader delle forze confederate durante la guerra civile americana - al primo presidente americano George Washington. E' quello che ha fatto Donald Trump in riferimento alle violenze esplose sabato 12 agosto a Charlottesville, in Virginia. Dall'ingresso della sua Trump Tower a New York, il presidente americano ha fatto inversione a U tornando a sposare le parole che aveva pronunciato sabato scorso parlando di "violenza da più parti" e a cui aveva aggiustato (controvoglia?) il tiro due giorni dopo condannando esplicitamente - ma solo dopo un forte pressing - il KKK, i neonazisti e i suprematisti bianchi, ora più galvanizzati dalle ultime dichiarazioni del miliardario di New York. 

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Dopo le violenze di Charlottesville, prosegue la polemica tra il presidente e gli antirazzisti. Autorità cittadine e statali sempre più decise a cancellare 'gli eroi del Sud'

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Per il presidente Usa, il razzismo è il male. "Criminali" gli autori delle violenze a Charlottesville. Il segretario alla Giustizia lo aveva difeso. Il sito neonazi Daily Stormer cavalcava l'assenza di un messaggio duro. Il Ceo di Merck lo ha abbandonato
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"I dettagli venuti alla luce sulla morte di Giulio Regeni sollevano domande che possono avere una risposta solo attraverso una inchiesta imparziale e completa". Lo ha detto ad America24 un portavoce del dipartimento di Stato, interpellato all'indomani dell'inchiesta del New York Times sullo studente italiano; il giornale ha citato un ex funzionario dell'allora amministrazione Obama secondo cui c'erano "prove incontrovertibili" sulla responsibilità del governo egiziano per quel decesso. Su quello il governo Renzi fu informato ma gli Usa - sostiene il giornale, cosa confermata da Palazzo Chigi - non hanno fornito a Roma alcun materiale d'intelligence.