Il Plaza hotel di NY, appartenuto anche a Trump, cambia proprietario

L'immobile sta per essere venduto per 600 milioni di dollari.
bigstockphoto

Il Plaza, l'hotel forse più storico di New York che sorge all'angolo sudorientale di Central Park, sta per cambiare proprietario. Secondo il sito The Real Deal, a comprare l'immobile che ha visto tra i suoi proprietari anche Donald Trump è un gruppo di investitori che include Shahal Khan - fondatore di Chimera Group e della società di investimenti White City Ventures di Dubai, e Kamran Hakim, del gruppo immobiliare Hakim Organization. I due hanno raggiunto un accordo in base al quale verseranno 600 milioni di dollari per l'hotel che si affaccia sulla Fifth Avenue, tra la 58esima e la 59esima strada. L'intesa è pensata per essere completata il 25 giugno prossimo.

"Abbiamo lavorato per tre anni e mezzo e non vediamo l'ora che l'operazione sia finita", ha commentato Khan a Bloomberg senza aggiungere altro.

Secondo le indiscrezioni, l'operazione è finanziata dai fratelli David e Simon Reuben: i miliardari britannici nati a Mumbai (India) dovrebbero garantire un prestito pari a circa il 70% del valore della transazione.

Famoso per aver ospitato celebrità per oltre un secolo e per essere stato set di film come “Profumo di Donna” e “Mamma ho perso l’aereo 2”, l'hotel Plaza è posseduto da una serie di investitori tra cui figurano Sahara India Pariwar, il principe saudita Alwaleed bin-Talal (attraverso la sua Kingdom Holdings) e Ashkenazy Acquisition Corp. La conglomerata indiana Sahara, a cui fa capo una quota di maggioranza, comprò l'hotel nel 2012 valutandolo 575 milioni di dollari; da tempo l'azienda sta cercando di cedere la sua partecipazione perché il suo presidente - il tycoon indiano Subrata Roy - è stato accusato di avere commesso frodi nei confronti di investitori e per questo gli è stato ordinato di effettuare rimborsi per miliardi di dollari.

Nel corso degli anni l'hotel Plaza - dove nel 1985 fu firmato l'Accordo di Plaza per svalutare il dollaro contro lo yen giapponese e il marco tedesco - ha cambiato più volte proprietari. L'attuale presidente americano lo acquistò nel 1988 e là vi sposò la sua seconda moglie, Marla Maples. Il magnate newyorchese del mattone lo vendette come parte di una procedura di bancarotta a un gruppo di investitori tra cui il principe saudita. Tra i vecchi proprietari figura anche Elad Group, controllato dal miliardario israeliano Yitzhak Tshuva, che acquistò il Plaza nel 2004 per 675 milioni di dollari e ne convert" una parte in appartamenti. La porzione dell'hotel aperto 111 anni fa è gestita da Fairmont Hotels & Resorts, divisione della francese Accor.

iStock
Altri Servizi

Trump valuta nuovi dazi sulle auto importate

Potrebbero arrivare fino al 25%. L'amministrazione Usa userebbe 'scuse' legate alla tutela della sicurezza nazionale
AP

L'amministrazione Trump sta valutando se imporre nuovi dazi, fino al 25%, sulle auto importate in Usa. La mossa di Washington sarebbe giustificata per motivi di sicurezza nazionale; si tratta degli stessi motivi con cui gli Stati Uniti hanno cercato di convincere - inutilmente - della bontà delle tariffe doganali pari a 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio scattate il 23 marzo scorso con alcune eccezioni. La Ue, per esempio, ne è stata esonerata fino al primo giugno. Anche Canada e Messico non sono soggetti alla misura sui metalli importati in Usa mentre negoziano sul Nafta.

Donald Trump chiede l'apertura di un'inchiesta sull'Fbi

Il tycoon domanderà al Dipartimento di Giustizia di accertare eventuali infiltrazioni durante la sua campagna del 2016

Donald Trump ha chiesto al Dipartimento di Giustizia americano di aprire un'indagine per verificare se l’Fbi, o lo stesso Dipartimento, si siano infiltrati nella sua campagna nel 2016. Il presidente americano lo ha scritto su Twitter dopo altri cinguetii domenicali in cui ha attaccato nuovamente la stampa e Hillary Clinton.

McDonald's travolto da accuse di molestie sessuali in Usa

Le hanno lanciate dieci donne. Il gruppo le prende "molto seriamente"
iStock

L'ondata di molestie sessuali che ha travolto Hollywood, Capitol Hill e il mondo dei media è arrivata anche nel colosso mondiale del fast-food McDonald's.

Fca: per Hsbc, Marchionne prepara il "gran finale"

Gli analisti avviano la copertura del titolo consigliando di comprarlo. Arriverà a 23 euro. Possibile il raggiungimento dei target 2018 e una revisione al rialzo delle stime sugli utili

Fiat Chrysler Automobiles ha corso a Wall Street, dove il titolo del produttore di auto ha registrato un +1,3% a 22,62 dollari ma era arrivato fino a 22,91 dollari. A Piazza Affari l'azione ha guadagnato l'1,66% a 19,35 euro.

Wall Street digerisce bene le minute della Fed

Banca centrale disposta a fare correre per un po' l'inflazione sopra il 2%. Ma le incertezze fiscali e commerciali pesano sulla fiducia delle aziende
iStock

Una donna alla presidenza del Nyse, prima volta in 226 anni

Stacey Cunningham è attualmente direttore operativo. Sostituisce Thomas Farley
ICE

Per la prima volta nei suoi 226 anni di storia, il New York Stock Exchange ha affidato la presidenza a una donna. Si tratta di Stacey Cunningham, attualmente direttore operativo del cosiddetto 'Big Board'.

Tiffany: i conti brillano, annuncia piano di buyback da 1 miliardo di dollari

Utili +53% a 142 milioni di dollari. Ricavi +15% a 1 miliardo. Outlook per il 2018 migliorato

Tiffany brilla nel pre-mercato, dove il titolo della catena di gioiellerie vola del 14,5% a 117,10 dollari. Il gruppo ha pubblicato conti che hanno battuto le stime sotto ogni punto di vista e ha annunciato un nuovo piano di riacquisto di titoli propri per 1 miliardo di dollari.

Congresso Usa smantella riforma finanziaria post-crisi in favore delle banche più piccole

Alzato a 250 miliardi di dollari da 50 miliardi il valore degli asset che un istituto di credito deve avere per essere soggetto alle regole più severe

Dopo quasi due mesi, anche la Camera Usa ha spianato la strada a un indebolimento della regolamentazione bancaria entrata in vigore dopo la crisi del 2008.

Usa ritirano invito fatto alla Cina per partecipare a esercitazione militare

Si chiama Rimpac, coinvolge 27 nazioni ed è prevista nel Pacifico a giugno. Washington contro la militarizzazione delle isole controverse nel Mar Cinese Meridionale
U.S. Department of Defense

Gli Stati Uniti hanno ritirato l'invito fatto alla Cina di partecipare a una esercitazione militare internazionale prevista il mese prossimo nell'Oceano Pacifico. Così facendo il Pentagono ha lanciato a Pechino un segnale di disapprovazione per quello che Washington considera un rifiuto a fermare la militarizzazione delle isole controverse nel Mar Cinese Meridionale. Il tutto succede mentre la prima e la seconda economia al mondo trattano per evitare una guerra commerciale.

Trump contro il 'Deep State': "Mi ha spiato, è un grave scandalo"

Serie di tweet del presidente contro l'Fbi; il dipartimento di Giustizia, intanto, indaga