Il portavoce di Mitt: "Campagna elettorale? Come lavagnetta magica"

Il team Romney inciampa parlando del "reset" dopo le primarie. E i rivali si scatenano

Questa non ci voleva. Nel giorno in cui Romney, reduce dalla grassa vittoria nella primaria dell'Illinois, doveva dominare i titoli dei notiziari con l'endorsement finalmente elargitogli da Jeb Bush, il suo portavoce Eric Fehrnstrom ha rovinato tutto. Intervistato sulla CNN, alla domanda sui guai che le schermaglie di questi mesi con Santorum e Gingrich siano destinate a nuocere a Romney anche nel confornto contro Obama, ha pensato bene di snocciolare una metafora a dir poco incauta: "Quando si passa dalle primarie dall'elezione generale si schiaccia un pulsante e si resetta tutto. E' un po' come giocare con la lavagnetta magica: si scuote, si cancella e si riparte daccapo". Come dire: tutto quello che sentite dire in questi giorni verrà cestinato in un click.

Apriti cielo. Invece che dell'endorsemente di Jeb, i medie e i social network sono stati inondati per tutto il pomeriggio di frizzi e lazzi ispirati alla metafora della lavagnetta, inevitabilmente applicata alla fama di Romney di politico opportunista sempre pronto a contraddirsi e riposizionarsi a seconda delle convenienze del momento. 

Il giocattolo in questione, la lavagnetta "Etch a Sketch", è ancora in commercio ma ha vissuto il suo momento d'oro negli anni Sessanta e Settanta. I bambini di oggi la conoscono tutt'al più per averla intravista nei lungometraggi Pixar della saga Toy Story; i bambini di ieri la ricordano scherzosamente sottoforma di custodia per l'IPad.

Il boccone era troppo ghiotto perché gli avversari non ci si buttassero a capofitto. "Quello della lavagnetta magica è un bel gioco ma è una strategia perdente. Ci serve un candidato con forti posizioni conservatrici" ha tuonato Newt Gingrich su Twitter, con tanto di perfido hashtag "#RomneyToys"; poi, non pago, si è presentato ad un comizio in Lousiana con in mano una lavagnetta "Etch a Sketch", che ha allungato ad un bambino in prima fila dicendogli sornione: "adesso puoi giocare a fare il candidato alla presidenza".

Lo staff di Santorum non è stato da meno: il suo portavoce ha pubblicato su Twitter una foto del candidato con in mano il giocattolo, con la didascalia: "Santorum che studia le posizioni politiche di Romney"; dopodiché Santorum stesso, anche lui in un comizio in Lousiana (dove si vota sabato) si è esibito in un siparietto satirico: "Penasate che roba se Romney fosse stato in politica ai tempi in cui stavamo scrivendo la Costituzione: una volta approvata, avrebbe porvato a scuoterla per cancellarla e rifarla tutta diversa...".

Ma chi si è messo più d'impegno è stato il Comitato Nazionale del Partito Democratico, che è prontamente uscito con questo instant-spot: