Il problema di Amazon con i prodotti di lusso

Regole poco rigide sulla contraffazione e sui rivenditori non autorizzati tengono lontani dal colosso dell'E-commerce marchi come Gucci, Fendi, Louis Vuitton, Moet&Chandon e tanti altri

All’inizio di quest’anno Swatch Group, conglomerata svizzera che opera nel campo degli orologi, aveva manifestato l’intenzione di vendere alcuni dei suoi prodotti di lusso su Amazon. Dopo mesi di colloqui l’accordo tra le due compagnie si è concluso con un nulla di fatto e il motivo lo spiega un articolo del Washington Post.

Pare infatti che il gruppo svizzero, tra i cui marchi spiccano orologi di lusso come Longines, Omega e Blancpain, abbia chiesto al gruppo guidato da Jeff Bezos un impegno costante finalizzato ad individuare e punire sia le contraffazioni che i rivenditori non autorizzati presenti sul suo sito. Secondo quanto dichiarato Nick Hayek, amministratore delegato del gruppo svizzero, Amazon si sarebbe rifiutata di "mettere in ghiaccio l’accordo". "Noi aggiungiamo valore a loro e loro dovrebbero aggiungerne a noi", ha dichiarato Hayek al giornale della capitale. Nessun commento invece da Amazon.

Questo episodio serve comunque come spunto di riflessione su un settore del commercio al dettaglio nel quale il colosso dell’e-commerce non riesce ad entrare in modo netto. Stiamo parlando dei beni e prodotti di lusso che fanno dell’esclusività il loro elemento distintivo. Così come Swatch Group anche altri rivenditori di "fascia alta" sostengono che Amazon non garantisce quei controlli rigidi che sono fondamentali "per mantener il senso di esclusività e mantenere alti i prezzi".

Sono solo pochi tra i principali attori di questo settore a vendere i propri prodotti su Amazon mentre i più importanti come Kering (la holding francese proprietaria tra gli altri di Gucci, Yves Saint Laurent, Stella McCartney, Puma, Balenciaga e Bottega Veneta), il Gruppo Richemont e LVMH Mo't Hennessy Louis Vuitton SE (società francese che invece ha tra i suoi marchi Bulgari, Fendi, Louis Vuitton, Kenzo e Moet&Chandon) preferiscono stare alla larga per il momento.

Il punto è che l’assenza di questo tipologia di prodotti di fascia alta dal mercato di Amazon ne ha minato l’espansione nell’industria della moda, nonostante anni di lavoro investiti in quella direzione. Secondo l’articolo del Washington Post, l’aggiunta di marchi di lusso aiuterebbe Amazon a incrementare i propri margini e a cementificare la fedeltà dei propri clienti Prime, il programma ad iscrizione annuale che prevede numerosi vantaggi per i clienti.

Il tutto sta nel garantire a quei produttori una certa tipologia di controlli e una lotta serrata alla contraffazione, cosa che Amazon "prende molto seriamente", come dichiarato da una portavoce. Il passo ora è convincere i grandi marchi a entrare nei canali di vendita dell’azienda di Seattle, cosa che secondo molti accadrà tra non molto considerando l’appeal che il colosso dell’e-commerce esercita sui retailer: negli Stati Uniti, per ogni dollaro speso online 40centesimi vengono spesi su Amazon con oltre il 50% delle ricerche finalizzate agli acquisti che partono sempre da lì. Numeri con cui nessun altro al mondo può competere.

 

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