Il rapper Drake vuole 'servire' il suo whiskey agli investitori

Secondo l'FT, Virginia Black vuole raccogliere fino a 30 milioni di dollari vendendo titoli a piccoli investitori. Sceglie il crowdfunding invece dell'Ipo tradizionale
AP

L'attore George Clooney decise di fare cassa vendendo il suo marchio di tequila Casamigos al colosso britannico del beverage Diageo; il rapper Drake punta a invece a raccogliere 30 milioni di dollari vendendo ai suoi fan i titoli della sua azienda produttrice di whiskey.

Facendo leva sul successo del suo album “More Life”, il quarto più venduto al mondo lo scorso anno, il brand di bourbon cofondato nel settembre 2016 con Brent Hocking (l'imprenditore dietro al marchio DeLe-n Tequila, poi venduto a Diageo) intende offrire azioni entro la fine del primo trimestre. Lo scrive il Financial Timese secondo cui, invece che scegliere l'Ipo tradizionale, Virginia Black vuole sfruttare una procedura alternativa voluta dal 44esimo presidente americano Barack Obama e approvata dalla Securities and Exchange Commission nell'ottobre 2015.

Si tratta in pratica di crowdfunding, una soluzione con cui l'anno scorso furono offerti al pubblico i diritti di un catalogo di canzoni di Eminem, un altro rapper. Per questo tipo di operazione, chiamata Regulation A+, non è necessario il sostegno di grandi investitori istituzionali; è vista come il precursore a una quotazione su uno stock exchange, che Drake esclude.

Non è noto quanti ricavi Virginia Black generi; dalla sua fondazione, il gruppo ha venduto 60.000 casse; una bottiglia da 750 millilitri viene venduta per 40 dollari. Per un confronto, della tequila di Clooney (ceduta lo scorso giugno per 1 miliardo di dollari) nel 2017 ne sono state vendute 170.000 casse.

Da quando la Sec ha definito le norme per le Regulation A+ fino al settembre scorso, ci sono state 238 richieste di cui 160 sono state qualificate o approvate; in 69 hanno completato la raccolta di 611 milioni di dollari e in 8 si sono poi quotate su uno stock exchange.

Essere soci di Virginia Black, o di un'azienda che si finanzia con crowdfunding, sarà diverso dall'essere azionisti di un'azienda quotata. Come spiega la Sec, non è possibile vendere i propri titoli in qualsiasi momento come si può invece fare con un gruppo sbarcato normalmente in borsa; per il primo anno quella vendita non è possibile a meno che a comprare non sia l'azienda che ha venduto titoli, un investitore accreditato o un famigliare. Un'altra differenza è la quantità di informazioni che si riceve sull'investimento realizzato; nel caso del crowdfunding, un gruppo è tenuto a emetterle solo una volta l'anno nei documenti relativi ai propri conti e non su base trimestrale come avviene per aziende quotate.

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