Il record resta a un passo: Serena Williams perde la finale a Wimbledon

La tennista statunitense insegue il 24esimo titolo singolare del Grande Slam, con cui eguaglierebbe Margaret Court. Sull'erba inglese, vince la romena Simona Halep (6-2 6-2)
Ap

Una finale senza storia, a Wimbledon. Ma a sorpresa, a vincere è stata la romena Simona Halep, che ha battuto con il punteggio di 6-2 6-2 la statunitense Serena Williams.

Per la terza volta dal suo ritorno sui campi da gioco, Williams è rimasta a un passo dalla conquista del 24esimo titolo del Grande Slam, il record in mano a Margaret Court che sta cercando di raggiungere. "Ha giocato benissimo, quindi congratulazioni, Simona" ha commentato durante l'intervista in campo, subito dopo la fine della partita. Alla domanda se avesse mai giocato cos" bene, Halep ha risposto: "Mai".

È stata l'undicesima finale a Wimbledon per Williams, la prima per Halep, che è diventata la prima romena a vincere un titolo singolare all'All England Club, battendo solo per la seconda volta in undici incontri la tennista più forte degli ultimi 30 anni.

Dopo la nascita di sua figlia Olympia nel 2017, Williams è tornata a giocare nel febbraio 2018: da allora, ha disputato e perso tre finali di un Grande Slam e non ha mai vinto un torneo. A 37 anni, è diventata la più anziana finalista di un torneo singolare del Grande Slam dell'era Open. "Non so cosa sia più duro, se giocare dopo aver avuto un bambino o giocare a 30 anni inoltrati" ha commentato Martina Navratilova, che ha vinto nove titoli singolari a Wimbledon.

Williams ha spesso fatto sembrare facili i suoi successi, grazie a un servizio senza rivali, a risposte molto aggressive, un solido gioco da fondo campo e alla sua capacità di coprire il rettangolo di gioco. La caccia al titolo numero 24 è però ardua; il suo entourage si continua a domandare se sia stata la scelta giusta, quella di tornare a giocare dopo la gravidanza, dato che Williams ha già superato il record di 22 titoli del Grande Slam dell'era Open, detenuto da Steffi Graf, e che ha vinto ciascuno dei quattro maggiori tornei al mondo almeno tre volte. "Sarebbe stato il momento perfetto per smettere, ma volevo di più" ha commentato in un'intervista dello scorso anno, scrive il New York Times.

Nella sua prima stagione da mamma, ha perso la finale di Wimbledon contro Angelique Kerber e quella dello U.S. Open contro Naomi Osaka. Dopo il Grande Slam statunitense, non ha più giocato fino a gennaio, quando ha dilapidato quattro match point e un 5-1 di vantaggio nel terzo set dei quarti di finale contro Karolina Pliskova, dopo essersi procurata una distorsione alla caviglia sinistra. Da allora, ha giocato poco, a causa di una tendinite al ginocchio. A Wimbledon, è arrivata dopo aver completato solo sei incontri dall'inizio dell'anno: in Inghilterra, ha alternato vittorie incerte ad altre convincenti, come quella in semifinale contro Barbora Strycova per 6-1 6-2. Poi, una finale senza storia. Per raggiungere la Storia, il prossimo tentativo sarà agli U.S. Open, che inizieranno il 26 agosto.

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Un accordo ‘sostanziale’, ma che in realtà e’ soltanto parziale. E’ quanto annunciato dal presidente Donald Trump al termine di due giorni di negoziati con la delegazione cinese capeggiata dal vicepremier Liu He. L’intesa e’ stata comunque ben accolta dai mercati in quanto e’ riuscita ad evitare lo scattare di un incremento dei dazi in programma in prossimo 15 ottobre. Ma e’ lontana dal poter essere considerata una soluzione permanente alla guerra commerciale in corso da oltre 15 mesi tra le due economie piu’ importanti del mondo.