Il Senato Usa approva dei limiti al potere di Trump sulle sanzioni alla Russia

L'intesa bipartisan prevede anche il rafforzamento delle misure contro Mosca. L'amministrazione contraria
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Il Senato statunitense ha approvato la proposta di legge che prevede nuove sanzioni contro l'Iran, colpito per il suo programma missilistico, il sostegno al terrorismo e le violazioni dei diritti umani, e contro la Russia, quest'ultime inserite in un emendamento approvato ieri quasi all'unanimità. Il Senato ha approvato con 96 voti a favore e due contrari la proposta di legge, che passa alla Camera.

La proposta prevede il rafforzamento delle sanzioni contro la Russia e un meccanismo che darà al Congresso la possibilità di bloccare qualsiasi ipotetico tentativo del presidente Donald Trump di alleggerire la pressione su Mosca.

L'accordo è stato negoziato dai leader della commissione Esteri e di quella Bancaria, con il coinvolgimento del leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell, e di quello della minoranza democratica, Chuck Schumer. L'intesa bipartisan permetterà al Congresso di esprimersi sugli eventuali tentativi del presidente di cancellare o alleviare le sanzioni esistenti, come ipotizzato dalla Casa Bianca per cercare di ottenere maggior cooperazione sull'antiterrorismo dal presidente Vladimir Putin.

L'accordo prevede anche che le sanzioni esistenti siano inserite in una legge, rendendo la loro rimozione potenzialmente più difficile per l'amministrazione Trump. L'accordo bipartisan imporrà nuove sanzioni in molteplici settori dell'economia russa, comprese quelle contro "individui che hanno condotto attività informatiche dolose per conto del governo russo" e che "hanno fornito armi al regime di Assad". La misura è stata inserita come emendamento a un disegno di legge che riguarda le sanzioni ai danni dell'Iran.

Martedì, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, parlando davanti alla commissione Forze Armate del Senato, aveva fatto capire di non essere favorevole alle nuove sanzioni, perché potrebbero danneggiare la situazione, chiudendo un canale di comunicazione con Mosca che vorrebbe tenere aperto. Per esempio, ci sono "segnali positivi" sulla collaborazione tra Russia e Stati Uniti sulla Siria, ha detto.

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