Il "soldato" Ryan si schiera con Romney

Il giovane e popolare presidente della commissione bilancio della Camera dà il suo appoggio alla candidatura di Mitt

Quando all'indomani delle elezioni di mezzo termine del 2010 venne messo a capo della Commissione Bilancio della Camera, il giovane e aitante deputato del Wisconsin Paul Ryan aveva già stabilito la sua missione: far approvare una manovra finanziaria che ponesse freno al debito pubblico senza aumentare le tasse, anzi al contrario diminuendole; e ciò grazie ad una serie di drastici tagli alla spesa, di tipo "thatcheriano" per così dire (o "texano", se preferite).

Quando un paio d'anni fa i repubblicani venivano accusati di essere "il partito del no" nel senso che sapevano solo opporsi a qualunque iniziativa della Casa Bianca senza mai proporre alcuna vera alternativa, il giovane Ryan seppe emergere proponendone una: coraggiosa, magari impopolare, ma seria e precisa.

Che si condivida o meno il merito del suo piano finanziario (che lui aveva lanciato con lo slogan "Roadmap for America’s Future"), bisogna dargli atto quanto meno di una cosa: con la sua aria da secchione allegro e la sua faccia da bravo ragazzo del MidWest, ha combattuto la sua battaglia con rara maestria sul piano della comunicazione, superando la difficoltà di spiegare in termini semplici questioni tecnicamente complesse, anche grazie a trovate geniali di questo tipo:

E' stato talmente bravo da conquistarsi l'ammirazione di molti addetti ai lavori, tanto da meritarsi un posto in prima fila nell'establishment del partito, al quale certamente non apparteneva (l'anno scorso fu lui a replicare a nome del GOP al discorso sullo Stato dell'Unione del presidente), e ad entrare, assieme a Marco Rubio, Mitch Daniels e Chris Christie, nella shortlist dei "repubblicani-in-gamba-che-sarebbero-stati-perfetti-per-battere-Obama-ma-purtroppo-non-si-sono-candidati". 

Ieri il soldato Ryan ha vinto la sua battaglia: con 228 voti a favore -di cui nessuno dai Democratici - e 191 voti contrari - di cui 10 Repubblicani - la camera dei Deputati ha approvato per il 2013 una legge finanziaria costruita in base al suo progetto. Si tratta di un atto puramente politico, perché al Senato i Democratici hanno ancora la maggioranza e quindi alla fine la legge non passerà; ma intanto Ryan ha portato il partito sulle sue posizioni e ha dimostrato che dove i repubblicani sono in maggioranza la roadmap da lui sostenuta è percorribile.

E ora? Ora a quanto pare il soldato Ryan è intenzionato a fare il suo dovere dando una mano a quello che ormai si da per scontato sarà il candidato alle prossime presidenziali. Stando ad indiscrezioni circolate nelle ultime ore su alcuni siti web (ad esempio su BuzzFeed, o sul blog di un  beneinformato come Matt Lewis), lo staff di Ryan avrebbe contattato quello di Rick Santorum per anticipargli che quest'oggi il giovane Paul darà il suo endorsement a Mitt Romney.

Questo appoggio è destinato a fare il paio con quello che Romney ha ricevuto da Marco Rubio: tardivo e quindi dettato più dalla rassegnazione che dall'entusiasmo, ma pur sempre destinato a confermare che Mitt ha "concluso l'affare" non solo con il vecchio establishment, ma anche con gli "astri nascenti" che rappresentano il futuro del partito - e che molti pronosticano già in prima linea per il 2016.