Il summit delle Americhe messo in ombra dalla Siria; focus sul commercio (e la Cina)

Il vice Pence a Lima al posto del presidente Trump. Si parla di commercio e Venezuela, di Pechino e del ruolo di Washington
Ap

I leader dell'America Latina sono riuniti a Lima, in Perù, per un summit regionale (il Latin American Summit, o Latam) che è stato messo in ombra dalla decisione di Washington di lanciare degli attacchi missilistici in Siria, portando il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, a lasciare improvvisamente la cerimonia di apertura; Pence era arrivato a Lima in sostituzione del presidente Donald Trump, che giorni prima aveva annunciato la volontà di non partecipare al summit delle Americhe per restare a Washington a seguire la crisi siriana.

Pence ha interrotto la propria partecipazione per tornare in albergo e parlare al telefono con i leader democratici e repubblicani del Congresso, prima del lancio dell'attacco. Nel giro di un'ora, i raid sono terminati e Pence ha raggiunto gli altri leader al banchetto in corso al palazzo presidenziale.

Nonostante l'assenza di Trump, i funzionari statunitensi hanno raggiunto Lima con l'obiettivo di contrastare la crescente influenza della Cina nell'America Latina e per condannare il governo del Venezuela. All'agenda si è aggiunta la Siria, visto che il vice capo di gabinetto di Pence, Jarrod Agen, ha detto all'agenzia Reuters che il vicepresidente ha intenzione di discutere dei raid nel suo discorso e negli incontri con gli altri leader.

Venerd", Pence aveva incontrato i leader dell'opposizione in Venezuela, promettendo 16 milioni di dollari in aiuti ai migranti venezuelani, che hanno lasciato il loro Paese, che sta attraversando una grave crisi economica. Una dozzina di Paesi della regione hanno già aumentato la pressione sul presidente socialista del Venezuela, Nicolas Maduro, e dovrebbero sottoscrivere un documento di condanna delle elezioni del 20 maggio, ampiamente criticate a livello mondiale.

Le posizioni sono invece più distanti sul commercio. Il presidente cileno, Sebastian Pinera, uno dei volti del ritorno dei conservatori al potere in Sudamerica negli ultimi anni, ha ricordato quanto il libero scambio sia stato celebrato al primo summit delle Americhe, nel 1994. "Oggi, abbiamo un presidente degli Stati Uniti che sta affrontando una guerra commerciale con la Cina e altri Paesi" ha detto Pinera.

La disputa commerciale con Pechino è arrivata in America Latina nel corso della settimana. A Lima, il segretario al Commercio statunitense, Wilbur Ross, ha preso di mira i crescenti legami di Pechino con la regione e ha promesso che Washington non cederà la leadership nella regione. Ross, però, ha aggiunto di volere che le nazioni dell'America Latina facciano di più per ridurre le barriere commerciali.

Il presidente Trump, ha detto Ross, è per il libero scambio, che però deve essere "equo, reciproco, reale". "Non vediamo l'ora di avvicinarci al libero scambio e di vedere che il comportamento delle persone corrisponda alla retorica".

Ross ha poi detto di essere "ottimista" che ci sarà un accordo sul North American Free Trade Agreement (Nafta), forse a maggio. Come segnale di un possibile avanzamento verso l'obiettivo, Pence e il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, hanno in programma un incontro.

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