Il ticket repubblicano sarà Romney-Portman?

Chi è Rob Portman e perché il suo nome è il primo a circolare come possibile vice di Romney

Rick Santorum non aveva ancora annunciato la propria decisione di ritirarsi cedendo il passo alla candidatura di Mitt Romney alla casa bianca, e già era partito il Veep buzz, il toto-vice per capire chi sarà chiamato da Romney ad affiancarlo come candidato alla vicepresidenza nel ticket elettorale.

Contrariamente a quanto molti si sarannno aspettati, il primo nome a circolare con una certa insistenza non è quello del senatore della Florida Marco Rubio, nè quello del governatore del New Jersey Chris Christie, e nemmeno quello del presidente della Commissione Finanze della Camera Paul Ryan. E' quello, totalmente sconosciuto alle cronache italiane, di Robert Jones "Rob" Portman, avvocato cinquantasettenne e senatore dell'Ohio.

Il nome di Portman, contrarimente agli altri che erano circolati nei mesi scorsi, è quello di un veterano della politica: prima di essere eletto senatore è stato deputato per cinque mandati, dal 1993 al 2005, e poi ha lavorato nell'amministrazione Bush prima come rappresentante per il commercio e poi come direttore dell'Ufficio per la Gestione e il Bilancio della Casa Bianca. 

La voce della sua possibile candidatura a vicepresidente è stata lanciata una settimana fa prima dal National Journal, che in un pezzo di Major Garrett lo ha indicato come il candidato naturale non solo perché vicino a Romney, molto interessato all'incarico e dodtato di grande esperienza, ma anche perché affine a Romney come Al Gore lo era a Bill Clinton; poi è stata rilanciata da The Politico, che lo ha definito "il primo della lista" fra i vari papabili. Infine l'ipotesi è stata rilanciata tre giorni fa sul Daily Beast da Paul Begala, già consulente di Bill Clinton negli anni della sua presidenza e poi commentatore per la CNN, secondo il quale Romney farebbe bene a scegliersi il vice non in base allo Stato di provenienza o alla abilità in campagna elettorale (come avverrebbe, ad esempio, se scegliesse Marco Rubio), ma in base alla sua esperienza e competenza in vista degli impegni governo, come fece George W. Bush scegliendo Dick Cheney e Obama scegliendo Joe Biden. Anche Begala, come Garrett, basa il suo pronostico anche sul fatto che tra i due c'è una notevole affinità politica ed umana, e quindi il ticket che ne risulterebbe sarebbe omogeneo ed armonico: come fece vent0anni fa Clinton quando scelse Al Gore e gli spiegò: "potrei anche morire" (come dire: vedo scegliermi un potenziale sostituto come sento simile a me).