Immigrazione, scontro tra California e amministrazione Trump

Le autorità locali non collaborano nella lotta contro gli irregolari, Washington lancia un'operazione nell'area di Los Angeles: 212 immigrati arrestati
Immigration and Customs Enforcement

Mentre in Senato stanno fallendo tutti i tentativi di arrivare a un accordo che tuteli i Dreamers, gli immigrati senza documenti arrivati da bambini e protetti dal Daca, il programma voluto da Barack Obama e cancellato da Donald Trump, i federali portano avanti le loro operazioni contro l'immigrazione irregolare in California, dove è ormai evidente lo scontro tra Washington e le autorità locali.

Cinque giorni di perquisizioni hanno portato all'arresto di 212 immigrati senza documenti che lavoravano in 122 imprese della California del Sud. A gennaio, erano invece stati controllati 77 esercizi commerciali nella parte settentrionale dello Stato. Le operazioni dei federali seguono la controversa 'legge santuario', che limita la cooperazione delle forze dell'ordine locali con quelle federali nel contrasto all'immigrazione irregolare; lo Stato ha inoltre approvato una legge che vieta ai datori di lavoro di fornire volontariamente informazioni sui dipendenti alle autorità di Washington, pena una multa fino a 10.000 dollari. I datori di lavoro con dipendenti irregolari rischiano di essere perseguiti penalmente, se riconosciuti colpevoli di aver dato lavoro consapevolmente a persone irregolari. Per anni, ricorda il Los Angeles Times, la legge federale non ha proibito l'assunzione di persone irregolari; poi, la situazione è cambiata nel 1986, quando il presidente Ronald Reagan ha firmato l'Immigratio Reform ad Control Act, che per la prima volta prevedeva delle multe per i datori di lavoro.

"Sembra essere una battaglia tra la California, come Stato, e il governo federale" ha commentato Angelo Paparelli, avvocato che si occupa di immigrazione, parlando con la Cnbc. L'Ice (United States Immigration and Customs Enforcement), agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione, ha reso noto che l'88% degli arrestati ha subito delle condanne e ha specificato che l'operazione nella regione di Los Angeles aveva come obiettivo "gli individui che pongono una minaccia alla sicurezza nazionale", pur specificando che la sola violazione delle leggi sull'immigrazione potrà portare all'arresto, alla detenzione e all'espulsione dagli Stati Uniti. Il sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti, ha dichiarato che "l'amministrazione dovrebbe concentrarsi su persone che hanno commesso gravi crimini o che pongono una minaccia alla sicurezza nazionale, piuttosto che separare delle famiglie che lavorano duramente".

Pochi giorni dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, Trump ha firmato un ordine esecutivo per "togliere i fondi federali alle sanctuary cities", ovvero le città che proteggono gli immigrati irregolari, e "rafforzare i poteri dell'Ice per arrestare, detenere e allontanare gli immigrati irregolari". L'ordine esecutivo è stato sfidato dai sindaci democratici di alcune delle maggiori città statunitensi in tribunale: ad aprile, l'ordine è stato bloccato temporanamente; poi, a novembre, il giudice federale William Orrick lo ha bloccato in modo permanente.



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