Impedire a molestatori sessuali di iscriversi a Facebook è illegale
La legge dell'Indiana, più che proteggere i bambini, vieta la libertà di parola
Valentina Cordero
Chi è autore di molestie sessuali può tranquillamente iscriversi a Facebook o altri social network. A dirlo è la settima Corte d'Appello con sede a Chiacago, Illinois, che oggi ha giudicato come incostituzionale una legge dell'Indiana secondo la quale chi è già stato condannato per molestie sessuali non può navigare online sui social network dove hanno accesso anche i minori.
Stando ai giudici, la legge più che proteggere i minori è soprattutto un divieto alla libertà di parola del singolo individuo. Infatti, norme simili, stando a quanto riporta il New York Times, sono state definite non costituzionali anche in Nebraska e Louisiana.
La decisione odierna ribalta quella presa a livello federale. "Lo Stato ha un forte interesse per la protezione dei bambini", aveva detto il giudice distrettuale Tanya Walton Pratt lo scorso giugno, sottolineando che "i social network hanno creato una sorta di piattaforma virtuale perfetta per i predatori".
Come riportato, anche l'Aclu (American Civil Liberties Union) - organizzazione in difesa dei diritti civili e delle libertà individuali negli Stati Uniti - si è mobilitata in difesa di coloro che, anche se hanno già scontato una pena con l'accusa di molestie sessuali, non possono navigare liberamente sul web.
Impedire a molestatori sessuali di iscriversi a Facebook è illegale