Impedire alle aziende cinesi di quotarsi in Usa, l'ultima idea di Trump

Allo studio anche il delisting di quelle già quotate. Sell-off per Alibaba, Baidu e Tencent Music

Impedire alle aziende cinesi di quotarsi negli Stati Uniti. Delistare quelle già quotate sugli exchange statunitensi. Limitare gli investimenti fatti dai fondi pensione del governo americano nell'azionario cinese. Sono queste alcune delle mosse allo studio della Casa Bianca di Donald Trump volte a mettere un freno agli investimenti americani nella seconda economia al mondo.

Stando a fonti di Cnbc, le discussioni sulle potenziali limitazioni di cui ha dato notizia per primo Bloomberg sono in una fase preliminare e nulla è stato ancora deciso, tanto meno sulla tempistica di una loro eventuale adozione. Gli investitori hanno comunque reagito male, con il renminbi offshore in netto calo, l'azionario a Wall Street virato in rosso e con titoli di aziende cinesi quotate in Usa oggetto di sell-off. E' il caso del colosso del commercio elettronico Alibaba, della maggiore società cinese di musica in streaming Tencent Music Entertainment Group (-4%), del motore di ricerca Baidu (-4,2%) e del sito di vendite JD.com (-6,5%).

Se adottati, i limiti agli investimenti americani in Cina rappresenterebbero una netta escalation delle tensioni commerciali sull'asse Washington-Pechino. Dopo i prodotti Made in China, l'America di Trump metterebbe nel mirino i flussi di capitali finendo per colpire direttamente gli investitori più delle tariffe doganali fino ad ora imposte sulle importazioni cinesi. I rumor per altro circolano mentre la Cina si prepara a eliminare tetti agli investimenti stranieri in titoli e bond locali. Inoltre, si avvicina il prossimo round di negoziati, che dovrebbe svolgersi a Washington il 10 e 11 ottobre prossimi. Poi il 15 è prevista l'entrata in vigore dell'aumento al 30% dal 25% dei dazi imposti lo scorso anno su 250 miliardi di dollari di import cinese.

Ora non resta che vedere se le presunte limitazioni agli investimenti americani in Cina siano l'ennesima boutade dell'inquilino della Casa Bianca, i cui toni cambiano di giorno in giorno. Nel suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu di martedì scorso, Trump aveva detto che non accetterà mai un accordo "cattivo". Ma nei giorni successivi aveva aggiunto che un'intesa potrebbe esserci prima del previsto.

Ad essere coinvolto negli ipotetici piani della Casa Bianca è il senatore repubblicano Marco Rubio, che in una mossa bipartisan la settimana scorsa ha presentato una proposta di legge in base alla quale, dal 2025, le aziende straniere verranno delistate dagli exchange Usa se non permetteranno ad ispettori americani l'accesso alle loro revisioni contabili.

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