L'imprenditore pharma più odiato d'America colpevole di frodi

Lo ha deciso una giuria chiudendo un caso seguito su scala internazionale. Il 34enne Martin Shkreli canta vittoria: colpevole di tre degli otto capi di imputazione. Ma rischia 20 anni di carcere

Martin Shkreli, l'imprenditore farmaceutico considerato come il più odiato d'America, è stato giudicato colpevole di tre degli otto capi di imputazione che pendevano su di lui. E' finito così, dopo un mese di dibattimento e cinque giorni di riunione della giuria, un processo seguito a livello internazionale e che ha visto come protagonista un trentenne irriverente, capace di trasmettere su YouTube per ore la sua vita e diventato tristemente famoso per avere gonfiato i prezzi di medicinali salva-vita.

Sia lui sia la procura hanno cantato vittoria. Il verdetto è "ragionevolmente positivo", ha detto il legale di Shkreli definendosi "contento al 90%". La soddisfazione nasce dal fatto che i capi di imputazione più gravi sono decaduti: la giuria ha per esempio deciso che non ha rubado denaro alla sua stessa azienda per pagare gli investitori. E' stato invece giudicato colpevole di avere commesso frodi finanziarie per cui rischia 20 anni di carcere (ma lui spera di trascorrere dietro le spalle molto meno).

Il diretto interessato ha detto che quella contro di lui è stata una "caccia alle streghe di proporzioni epiche". Shkreli ha spiegato come sia stato preoccupante il modo in cui il governo gli è stato addosso con le sue accuse. Mentre lui lasciava sorridente l'aula del tribunale di Brooklyn dove è arrivata la decisione, un rappresentante della Giustizia Usa si è detta "grata" dell'attenzione prestata dalla giuria e ha dichiarato che "giustizia è stata fatta".

Shkreli, oggi 34 anni, aveva fondato un hedge fund quando aveva una ventina di anni tanto da essere finito nella classifica di Forbes dedicata ai 30 giovani promettenti con un'età inferiore ai 30 anni. Allora considerato un investitore accorto e un provocatore trasformatosi in un'attivista, Shkreli è diventato in un decennio l'imprenditore farmaceutico più odiato d'America e dalla Giustizia e dalla Securities and Exchange Commission. L'Fbi lo aveva arrestato a Manhattan, New York, nel dicembre 2015 accusandolo di frodi finanziarie (confermate dalla giuria) condotte quando gestiva i suoi ormai defunti hedge fund MSMB Capital Management e MSBM Healthcare Management e quando era al vertice del gruppo farmaceutico Retrophin quotato sul Nasdaq e a sua volta da lui fondato.

Se per la procura i fatti risalenti al 2009-2011 non hanno fatto altro che mostrare quello che Shkreli è, "un truffatote che ha rubato milioni di dollari", per il suo avvocato di alto profilo "sulla carta, [quanto fatto] non sembra grandioso" ma non ci sono state vittime (la tesi è che gli investitori sono stati rimborsati o hanno registrato guadagni)

Se non fosse per le sue dichiarazioni al vetriolo sui social media e se non fosse soprattutto per le sue azioni da top manager di gruppi farmaceutici, il caso non avrebbe creato tanto clamore. Nel 2015 Shkreli decise di alzare di oltre il 5.000% il prezzo di un farmaco, Daraprim, acquisito dall'azienda dove era passato, la Turing Pharmaceuticals. Così facendo, dal giorno alla notte, lasciò molti pazienti colpiti da cancro o Aids senza l'accesso tanto necessario alla medicina che combatte infezioni. Il tema dei prezzi alle stelle dei farmaci finì così nel dibattito della campagna elettorale poi vinta da Donald Trump, da lui spesso citato. Ora si aspetta la sentenza, la cui data non è ancora stata fissata.

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