Nel tentativo di fermare l’ascesa dell’ex governatore del Massachusetts in Florida, l’ex speaker della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich accusa Mitt Romney di una serie di falsi attacchi e di essere uno “strumento disonesto” di Wall Street.
A un giorno dall’apertura dei seggi, Romney, che tramite una serie di spot televisivi e due brillanti dibattiti ha assestato dei duri colpi al rivale, stando al sito RealClearPolitics si presenta in Florida – stato considerato fondamentale per la nomination repubblicana - con un vantaggio di 11,5 punti percentuali su Gingrich.
Dopo la vittoria in South Carolina dello scorso 21 gennaio, l’ex speaker si presentava nello stato meridionale da favorito. Ma Romney è riuscito a ribaltare la situazione. Nell’ultimo dibattito a Jacksonville, l’ex governatore ha attaccato Gingrich per i suoi legami al colosso dei mutui Freddie Mac. E ha lanciato un’imponente campagna pubblicitaria. Tanto che adesso è lui il favorito alla vittoria.
Ma Gingrich non vuole arrendersi. E dopo aver incassato l’’endorsement’, l’appoggio, dell’ex candidato alle primarie repubblicane Herman Cain, è passato al contrattacco. “Non credo che il partito repubblicano eleggerà un candidato moderato dal Massachusetts pro aborto, a favore delle limitazioni sulle vendite di armi da fuoco e di un aumento delle tasse – ha detto Gingrich durante un comizio a Lutz – non nomineranno una persona che raccoglie milioni di dollari da Wall Street per finanziare una campagna pubblicitaria incentrata su false accuse”.
In un’intervista a Bloomberg, l’ex speaker ha spiegato che non ha ribattuto agli attacchi di Romney sui suoi presunti legami con Freddie Mac al dibattito perché “in quel contesto, non c’era modo di dimostrare al pubblico con che razza di uomo disonesto ho a che fare”. Gingrich ha poi rincarato la dose in un’altra intervista a Fox News Sunday: “Romney ha la possibilità di raccogliere fondi a Wall Street, da Goldman Sachs a tutte le più grandi banche ed ha l’abitudine di bombardare a tappeto i suoi rivali”.
Secondo Talking Points Memo, sito giornalistico di tendenza democratica, l’ex governatore e i suoi alleati spendono cinque volte quanto investe Gingrich in spot televisivi. In particolare, Romney e il suo super Pac “Restore Our Future” avrebbero speso 15.340.000 dollari in Florida; l’ex speaker e il suo super Pac “Winning Our Future”, solo 3.390.000 dollari.
Secondo Tpm, l’inversione di tendenza è quindi da attribuire più alla forza economica dell’ex governatore che non alle sue idee. La campagna elettorale di Gingrich sta infatti rapidamente terminando i fondi a propria disposizione. Dopo la vittoria in South Carolina dello scorso 21 gennaio, l’ex speaker ha detto a Bloomberg che la sua campagna ha solo 600.000 dollari nei forzieri e che sta spendendo più di quanto riesce a raccogliere.
Nel frattempo Romney si difende (“credo che Gingrich stia incontrando difficoltà in Florida perché la gente della Florida ha guardato i dibattiti, hanno sentito lo speaker e gli altri candidati e hanno deciso che l’uomo da eleggere è Mitt Romney”) e cerca di chiudere la contesa nello stato meridionale. Domenica ha fatto campagna elettorale a Hialeah, un sobborgo ispanico di Miami.
Secondo un sondaggio del Miami Herald, tra gli elettori ispanici, l’ex governatore ha un tasso di approvazione del 52% mentre Gingrich di solo il 28%.
Una vittoria in Florida sarebbe fondamentale per la campagna elettorale di Romney che la scorsa settimana ha ricevuto l’appoggio di diversi esponenti conservatori (anche se non quello dell’ex governatore dello stato ed erede della dinastia Bush, Jeb, che ancora non si è espresso) preoccupati che un’eventuale nomination di Gingrich sarebbe controproducente per il partito repubblicano.
Gingrich ha sminuito l’importanza degli endorsement ricevuti dal rivale. “Non sto correndo per la Casa Bianca per gestire la decadenza degli Stati Uniti in un modo che soddisfi l’establishment – ha detto l’ex speaker durante un comizio a The Villages, in Florida – se la mia candidatura è scomoda per il vecchio ordine, ho solo una parola: bene”.
Nel frattempo, gli altri due candidati alle primarie repubblicane guardano già oltre la Florida. Sia l’ex senatore Rick Santorum che il deputato Ron Paul hanno infatti già lasciato la Florida per fare campagna elettorale in stati dove hanno più possibilità. Il deputato del Texas ha trascorso il weekend in Maine, mentre l’ex senatore della Pennsylvania – che è tornato a casa nel weekend per stare vicino alla figlia malata – lunedì era in Missouri e Minnesota. Stando a RealClearPolitics, in Florida né Santorum né Paul hanno chance, rispettivamente con il 12,9 e il 10,3 per cento delle preferenze.














