In lettera a Trump, 107 deputati repubblicani chiedono dazi "su misura"

I legislatori hanno avanzato al presidente Usa quattro richieste.

Poco meno della metà dei deputati repubblicani al Congresso Usa ha scritto e inviato una lettera al presidente americano criticandone la volontà di imporre dazi generalizzati sull'alluminio e sull'acciaio in arrivo negli Stati Uniti. Il loro obiettivo è evitare "conseguenze negative e indesiderate sull'economia americana e sui suoi lavoratori". Per questo chiedono un approccio "su misura" dicendo di condividere con Trump la determinazione a volere risolvere le distorsioni causate dalle pratiche "ingiuste" della Cina.

Alla vigilia dell'annuncio formale da parte di Donald Trump delle tariffe controverse e consapevoli che il leader Usa non cambierà idea, i 107 legislatori parte del Gop si dicono pronti a lavorare con il governo e i partner commerciali degli Stati Uniti su "azioni significative ed efficaci".

I deputati del Gop hanno spiegato all'inquilino della Casa Bianca che se le tariffe verranno imposte, "elementi chiave saranno necessari per minimizzarne le conseguenze negative". Le loro richieste sono quattro. Innanzitutto vogliono che a essere esentati dai dazi siano i prodotti scambiati in modo equo e quelli che non pongono rischi alla sicurezza nazionale americana. Inoltre, desiderano che qualsiasi processo di esenzione sia annunciato sin dall'inizio in modo da permettere alle aziende Usa di chiedere e ottenere velocemente un accesso duty-free alle importazioni che non sono disponibili da fonti americane. Nella lettera viene fatta una terza richiesta: i contratti esistenti per l'acquisto di alluminio o acciaio siano esentati per evitare di rivoluzionare le attività e le finanze di progetti già in corso e per i quali sono già state stanziate risorse determinate. La quarta e ultima richiesta prevede che i rimedi proposti "siano analizzati nel breve termine per determinare se un approccio differente potrebbe meglio servire gli interessi dei nostri lavoratori, consumatori e creatori di occupazione americani".

Nella lettera - firmata anche da Kevin Brady, presidente della commissione Ways & Means della Camera - i legislatori hanno espresso "preoccupazioni profonde". "Siccome le tariffe sono tasse che rendono le aziende Usa meno competitive e i consumatori Usa più poveri, qualsiasi tariffa imposta dovrebbe essere pensata per risolvere disorsioni specifiche causate da pratiche commerciali ingiuste in modo targettizzato minimizzando le conseguenze negative su consumatori e aziende americane", recita la missiva. Secondo i firmatari, dazi "generalizzati" metterebbero a repentaglio "i progressi notevoli" fatti attuando la riforma fiscale per la quale si sono detti "priviligiati" di avere lavorato con Trump e la sua squadra di governo.

Ora non resta che aspettare se - come segnalato dalla portavoce della Casa Bianca - Canada, Messico e altri Paesi verrano esentati dai dazi per ragioni di sicurezza nazionale. Alla fine della giornata odierna si spera ci sia più chiarezza.

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