In Nevada sono già rimasti senza marijuana legale

La cannabis è in vendita dal primo luglio a scopo ricreativo, ma la domanda supera la produzione
AP

L’aumento della domanda di cannabis in Nevada, diventata legale nello stato a novembre grazie al referendum ma in vendita solo dal primo luglio, ha svuotato gli scaffali dei dispensari e costretto i politici locali ad agire d’urgenza. Il governatore repubblicano dello stato, Brian Sandoval, ha attivato misure d’emergenza la scorsa settimana per aumentare la quantità di prodotto nello stato. Tra mercoledì e giovedì, i legislatori hanno annunciato che avrebbero concesso nuove licenze per la distribuzione della cannabis.

Dal primo luglio a oggi, al NuLeaf di Las Vegas la vendita di marijuana è aumentata del 1000%. I 47 rivenditori autorizzati nello stato hanno dichiarato di avere gli scaffali vuoti perché non esiste un meccanismo adeguato di rifornimento. Questo picco nella domanda ha portato a problemi di produzione, soprattutto tecnici, legati al mercato delle licenze. Inoltre, secondo le leggi federali la marijuana venduta in Nevada deve essere prodotta sul territorio, e non può essere comprata, per esempio, dalla vicina California, che ne produce molta più di quanta ne consuma.

Jeff Sessions, il segretario alla Giustizia, ha dichiarato diverse volte che la marijuana dovrebbe rimanere classificata come droga pericolosa al pari dell’eroina. Nonostante questo, circa due terzi degli stati dell’Unione vendono marijuana legalmente per scopi medici, e un numero sempre più alto la distribuisce anche a scopo ricreativo. Tra questi stati c’è il Nevada, oltre a Colorado, Washington, Alaska, Oregon, California, Maine, Massachusetts e il distretto di Columbia.

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