Incontri segreti tra Corea del Nord e Usa per liberare prigionieri e aprire un canale diplomatico

Si sarebbero intensificati con l'elezione di Donald Trump. Poi la notizia delle condizioni del cittadino Usa Otto Warmbier li hanno bloccati
AP

Per più di un anno i diplomatici americani hanno avuto colloqui segreti a Pyongyang e in alcune città europee con negoziatori nucleari della Corea del Nord, nel tentativo di liberare i prigionieri Usa e di stabilire un canale diplomatico per fermare i programmi nucleari e missilistici del Paese.

A guidare il gruppo nordcoreano c'è Choi Sun Hee, diplomatica molto vicina al  leader della Nord Corea, Kim Jong Un. Questa condizione ha aumentato di molto le speranze dei funzionari americani, che speravano che il regime potesse impegnarsi con l'amministrazione Trump per fermare il suo programma militare.

Allo stesso modo ha aperto qualche speranza anche la notizia del rilascio di Otto Warmbier - lo studente americano in prigione da 17 mesi -, fino a quando si è scoperto che il giovane si trovasse in coma, cosa che dovrebbe rendere il dialogo tra i due stati "estremamente difficile", ha detto Suzanne DiMaggio di New America, un think tank di Washington che ha aiutato a stabilire il contatto con Pyongyang.

DiMaggio ha lavorato per molto tempo per stabilire canali diplomatici nei paesi in conflitto con gli Stati Uniti. Ad esempio, ha avuto numerose discussioni con due funzionari iraniani prima che l'amministrazione Obama iniziasse formalmente i negoziati nucleari con Teheran nel 2012.

Adesso, se la Corea del Nord dovesse liberare subito gli altri tre prigionieri di cittadinanza americana, potrebbe cerare una chance per continuare le discussioni. Il presidente americano, Donald Trump, ha ripetutamente affermato di non volere un cambio di regime e allo stesso tempo non ha escluso negoziati per fermare l'azione nucleare del Paese, nonostante ha detto di essere aperto a tutto, anche a una azione militare.

Nel corso dell'ultima parte dell'amminitrazione Obama, il presidente aveva chiuso ogni contatto con Pyongyang, optando per la "pazienza strategica". Poi, dopo l'elezione di Trump, sono aumentati i tentativi di contatto e di dialogo. Joseph Yun, resposabile del dipartimento di Stato americano dei rapporti con la Corea del Nord, ha avuto un incontro a maggio in Norvegia con Choi Sun Hee.

Non è emersa alcuna certezza da questi colloqui se non una serie di possibili promesse: la Corea del Nord potrebbe voler mantenere il suo arsenale, ma impegnarsi a non ampliarlo. Poi il 6 giugno c'è stato l'incontro a New York tra Yun e i funzionari di Pyongyang alle Nazioni Unite: qui è stato rivelato agli Usa che Warmbier era in coma.

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