Incontro all’Onu, l’Italia "ambasciatrice" dello sport nel mondo

Nel Palazzo di Vetro a New York, si è tenuta la 56esima audizione della Commissione per lo sviluppo sociale: lo sport come strumento di crescita per le comunità povere. Ferrero e Inter hanno parlato dei loro programmi già attivi in quasi 30 paesi

 

Che l’Italia possa costituire un esempio di sviluppo e un motore per l’educazione e la crescita di comunità anche lontane da quelle locali, attraverso lo sport, era già noto. Che ci fosse un impegno concreto da parte di grandi aziende e di alcune società calcistiche italiane forse un po' meno. Nella sede dell’Onu, a New York, si è tenuta la 56esima audizione della Commissione per lo sviluppo sociale (United Nations Commission for Social Development), che come sempre si riunisce per discutere di progetti utili allo scopo dell’organizzazione, in questo caso lo sviluppo delle comunità attraverso lo sport.

La direttrice della Divisione per le Politiche Sociali e lo Sviluppo Daniela Bas ha aperto la discussione definendola “il primo passo di una strategia” per costruire un percorso di sviluppo attraverso lo sport che secondo Bas “serve per abbattere le barriere della diversità, per creare lavoro e anche innovazione”. Lo sport infatti “non è solo per gli atleti, ma per tutti” ed è per questo che “non lascia nessuno dietro” ma coinvolge tutti, perché all’interno di un contesto sportivo ogni differenza si annulla.

A partecipare all’incontro c’erano gli ambasciatori del Principato di Monaco Isabelle Picco, della Corea del Sud Chull-Joo Park e dell’Italia Sebastiano Cardi. E c'erano esperti come B.J Schecter, ex direttore di Sport Illustrated Magazine, Irakli Khodeli esperto di scienze umane e sociali nella sede Unesco di Giacarta, Hugh Dugan, fondatore della “Truce Foundation Usa” - la fondazione che si ispira alla tregua bellica imposta dalle Olimpiadi nei suoi primi secoli di storia - e Taylor McCarty direttore del settore operativo di “Greenfield Usa” . Ma a rappresentare la missione educativa dello sport nel mondo c’erano Aldo Cristiano, responsabile per i programmi di sostenibilità della Ferrero e Stefano Capellini, Project Manager presso "Inter Campus". Entrambe le aziende - la Ferrero e l’Inter - portano avanti da anni progetti con cui promuovono l’attività sportiva in diversi paesi nel mondo.

La missione della Ferrero è rappresentata da “Kinder + Sport” che promuove l'attività fisica tra bambini e ragazzi in varie aree del mondo. "Kinder+Sport - ha spiegato Aldo Cristiano - sostiene programmi di educazione fisica, fornisce alle scuole attrezzature tecniche, promuove campionati studenteschi, sostiene eventi sportivi per bambini, organizza campus multidisciplinari, collabora con atleti ed ex campioni" che ingaggia come esempi di stili di vita attiva. “Un progetto che coinvolge 28 paesi” ha detto Cristiano e che è il frutto della “responsabilità sociale dell’azienda”.

Come Ferrero anche l’Internazionale di Milano attraverso “Inter campus” svolge questa missione. “Si tratta di un progetto fondato dal presidente del club Massimo Moratti nel 1996” ha spiegato Capellini, il cui obiettivo - come nel primo caso - è fornire assistenza ai bambini che vivono in situazioni di disagio attraverso il calcio, con dei programmi di allenamento e di gioco sviluppati e sostenuti all'interno delle comunità in 29 paesi. Capellini ha raccontato di un particolare progetto rivolto ai bambini in Palestina con il tentativo di “superare le barriere che ci sono in quei luoghi. Certamente una goccia nell’oceano”.

“Con l’evento di oggi, prosegue la nostra azione alle Nazioni Unite per promuovere il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con una attenzione speciale alla tutela dei diritti della persona e alla lotta alla povertà - ha affermato l’ambasciatore Sebastiano Cardi - L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede uno sforzo collettivo che non può prescindere dal rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, settore privato e società civile, nelle sue molteplici espressioni. Portando Inter Campus all’Onu già nel 2012 e da ultimo nel 2016 abbiamo dimostrato di guardare nella giusta direzione.”

 

 

 

 

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