Indebitamento delle famiglie americane supera il picco pre-crisi

Vale 12.730 miliardi di dollari, 50 miliardi di dollari oltre il precedente picco messo a segno nel terzo trimestre del 2008 ossia in piena recessione. La Fed di New York: non c'è da festeggiare né da allarmarsi

L'indebitamento delle famiglie americane è cresciuto per l'undicesimo trimestre di fila tra gennaio e marzo scorsi e ha sorpassato i livelli pre-crisi. Se in generale onorano i propri impegni nei confronti dei creditori, sono gli studenti ad avere maggiori difficoltà con debiti pari a 1.340 miliardi.

Stando ai dati elaborati dalla Federal Reserve di New York, l'indebitamento degli americani - in crescita da quasi tre anni - ha raggiunto quota 12.730 miliardi di dollari, 50 miliardi di dollari oltre il precedente picco messo a segno nel terzo trimestre del 2008 ossia in piena recessione. L'incremento rispetto agli ultimi tre mesi del 2016 è stato di 149 miliardi di dollari, l'1,2%. La principale componente è data dai mutui per l'acquisto di una casa, che al 31 marzo scorso hanno raggiunto un valo dei 8.630 miliardi di dollari, 147 miliardi in più sul trimestre precedente. Andamento misto per il debito non immobiliare: quello per comprare una vettura è salito di 10 miliardi a 1.170 miliardi di dollari; quello studentesco è aumentato di 34 miliardi e quello delle carte di credito è sceso di 15 miliardi a 764 miliardi di dollari.

La Fed di New York precisa che il dato totale è in termini nominali e che quindi diminuisce l'importanza attribuita al raggiungimento del picco del 2008, cosa per altro avvenuta in un periodo di tempo insolitamente lungo da un punto di vista storico.

"Quasi nove anni dopo, l'indebitamento delle famiglie ha superato il suo picco del 2008 ma il debito e chi lo detiene sono molto diversi oggi" rispetto al 2008, ha commentato in una nota Donghoon Lee, ricercatore della Fed di New York, secondo cui "questo livello di debito non è un motivo per celebrare né una fonte di allarme". Il 67,8% del totale è composto da mutui (era il 73,3% nel 2008), il 10,6% da prestiti per studenti (era 4,8%) e il 9,2% da credito per l'acquisto di auto (era il 6,4%). La Fed di New York ha inoltre fatto notare che il 4,8% del debito totale era in ritardo con i pagamenti, di cui il 3,4% in grave arretrato (almeno 90 giorni), una percentuale sostanzialmente uguale al trimestre precedente. Nei primi tre mesi dell'anno, il debito totale delle famiglie era pari al 66,9% del Pil nominale, contro l'85,4% del terzo trimestre 2008.

Sebbene il tasso dei prestiti con ritardi sui pagamenti di almeno 90 giorni sia migliorato notevolmente dalla Grande Recessione e resti a livelli generalmente bassi, ha precisato l'esperto, ci sono trend divergenti tra i vari tipi di debito. "Quelli per l'acquisto dell'auto e quelli legati alle carte di credito puntano al rialzo e quelli del debito studentesco restano incredibilmente alti".

Dal rapporto, si apprende che il tasso dei prestiti con ritardi sui pagamenti di almeno 90 giorni rispetto al debito totale in circolazione è pari all'11% tra gli studenti; quello tra chi ha siglato un prestito per comprare un'auto è al 3,8% e quello tra chi possiede carte di credito è al 7,5%.

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