Insidie per Trump dall'elezione speciale in Pennsylvania

A rischio un seggio alla Camera saldamente repubblicano da anni. Una sconfitta del candidato repubblicano sarebbe un cattivo segnale verso le elezioni di novembre

Gli elettori del diciottesimo collegio della Pennsylvania eleggeranno domani un nuovo membro della Camera degli Stati Uniti. A sorpresa, si tratta di un confronto senza un chiaro favorito, nonostante si tratti di una zona di elettori bianchi e appartenenti alla classe operaia, in mano repubblicana dal 2002 e che ha votato massicciamente per Trump e Romney alle ultime due presidenziali; di fronte, il democratico Conor Lamb, 33 anni, ex procuratore, e Rick Saccone, 60 anni, parlamentare statale che una volta si è descritto come "un Trump prima che Trump fosse Trump".

L'elezione speciale è stata resa necessaria dalle dimissioni di Tim Murphy, eletto nel 2016 per l'ottava volta, che ha fatto un passo indietro dopo che è diventata di pubblico dominio una sua relazione extraconiugale, con l'aggravante per lui, antiabortista dichiarato, di aver fatto pressioni sull'amante per abortire. L'elezione ha richiamato in Pennsylvania i pesi massimi dei due partiti, dal presidente Donald Trump a Kellyanne Conway, consigliera alla Casa Bianca, fino all'ex vicepresidente Joe Biden, e l'interesse dei donatori, visto che sono stati investiti 15,6 milioni di dollari, più di qualsiasi singola elezione per la Camera nel 2016, ma meno dei 69,2 milioni di dollari per l'elezione speciale in Georgia dello scorso anno. Un flusso di denaro consistente, anche se il collegio, con questi confini, non esisterà più dopo le elezioni di novembre, per decisione della Corte Suprema statale.

Per i repubblicani si tratta di un test importante verso le elezioni di metà mandato di novembre. Il partito teme che, in caso di vittoria di Lamb, altri repubblicani in carica si uniranno ai 37 colleghi, un numero record, che hanno già deciso di non ricandidarsi, indebolendo la squadra che avrà il compito di difendere la maggioranza alla Camera. Trump, oggi, ha dedicato un tweet a Saccone, sottolineando il sostegno pubblico manifestato per il candidato repubblicano dal quotidiano Pittsburgh Post Gazette; ha poi rimarcato la sua "grande esperienza, sa di cosa ha bisogno il nostro Paese". Nel suo comizio in Pennsylvania, sabato sera, non ha però detto quasi nulla su Saccone, nonostante fosse l" per promuovere la sua candidatura, ha fatto notare Axios. Secondo il sito di informazione politica, che cita quattro fonti, Trump crede che Saccone sia in realtà un candidato terribile e "debole".

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Trump: emergenza nazionale per costruire il muro, verso batteglie legali

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Anche Donald Trump, come altri presidenti americani prima di lui, ha firmato una dichiarazione di emergenza nazionale. Per il 45esimo Commander in Chief, c'è una crisi al confine tra Stati Uniti e Messico dove serve - è la sua tesi - costruire un muro per fermare una "invasione di droghe, criminali e gang". Peccato che con una tale mossa, il 45esimo Commander in chief non solo abbia agito in un contesto decisamente diverso da quello dei suoi predecessori; Trump ha anche spianato la strada a una serie di battaglie politiche e legali su una "crisi" non dimostrata dai dati. Non a caso, parlando alla stampa dal Rose Garden, il leader Usa ha attaccato un paio di giornalisti critici. A Jim Acosta, a cui in passato aveva negato accesso alla Casa Bianca, ha detto di fare "domande false" per una emittente "fake", la Cnn. A un altro reporter che aveva osato chiedergli che dati utilizza per dire che c'è una crisi al confine meridionale, Trump ha ordinato di sedersi e starsene zitto.

Scelta da Trump per diventare ambasciatrice Onu, Nauert si ritira

La portavoce del dipartimento di Stato, ex conduttrice di Fox News, lascia l'amministrazione dopo due anni. Pompeo: decisione "personale". Lei: è "nell'interesse della mia famiglia". Sarebbe stata messa sotto torchio al Senato per la conferma
U.S. Department of State

La portavoce del dipartimento di Stato nominata a dicembre da Donald Trump per diventare ambasciatrice alle Nazioni Unite, si è ritirata. E dopo due anni, ha lasciato l'amministrazione Usa. Ironia della sorte vuole che a fermare l'ascesa di Heather Nauert al Palazzo di vetro, almeno secondo Bloomberg, sia stato un passo falso commesso in passato: ha arruolato una baby sitter straniera che viveva legalmente negli Stati Uniti ma che non era autorizzata a lavorare. Nell'America del 45esimo presidente americano, in cui la retorica contro gli immigrati è usata per giustificare la costruzione del muro tra Usa e Messico, quella di Nauert è una pecca che politicamente avrebbe creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump. Anche se va detto che Trump ha assunto migranti privi di permesso di soggiorno nei suoi vari campi da golf.

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