L'intelligence Usa indaga su operazione segreta russa in America

Sarebbe un’operazione sotto copertura finalizzata a diffondere disinformazione

Le agenzie di intelligence e le forze dell’ordine americane stanno indagando su quella che reputano una vasta operazione segreta russa negli Stati Uniti, finalizzata a seminare sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche americane e a intercedere nelle prossime elezioni presidenziali.

Come riporta il Washington Post, secondo quanto dichiarato da alcuni funzionari dell’intelligence e da altri del Congresso, l’indagine punta a comprendere quale sia lo scopo di questa campagna della Russia, che usa strumenti informatici per violare i sistemi utilizzati nel processo politico e che sta migliorando la propria capacità di diffondere disinformazione. 

Le indagini americane che stanno cercando di comprendere meglio quale sia la reale influenza dell’operazione segreta russa, sono guidate da James Clapper, direttore dell’Intelligence nazionale. "Questo è qualcosa di preoccupazione per il Dni (United States Intelligence Community, che racchiude le 17 agenzie e organizzazioni del governo americano", ha dichiarato al Wp Charles Allen, un ex agente della Cia che è stato informato su alcuni di questi problemi.

Questa minaccia russa negli Stati Uniti "è qualcosa che stiamo guardando molto da vicino", ha dichiarato al quotidiano di Washington un alto funzionario dell'intelligence che, come gli altri intervistati, ha parlato a condizione di anonimato. I funzionari stanno anche esaminando potenziali interruzioni al processo elettorale, e l'Fbi ha allertato sia i funzionari statali che quelli locali rispetto a potenziali minacce informatiche.

Secondo quanto scrive sempre il Wp, il funzionario intervistato non ha dichiarato che il Dni ha "prove certe e definitive" di tali manomissioni, né di un piano della Russia per farlo. Ciò che ha però sottolineato è che "anche l’accenno di qualcosa che possa influenzare il nostro sistema elettorale, sarebbe comunque preoccupante". "Stiamo parlando della chiave della nostra democrazia, di qualcosa verso cui la gente ha totale fiducia", ha detto sempre lo stesso funzionario.

Eppure, tutti i funzionari americani interpellati dal quotidiano statunitense sostengono che la volontà del Cremlino non sia quella di interferire direttamente nel processo elettorale per favorire l’uno o l’altro candidato. Secondo loro il reale intento di Mosca sarebbe quello di provocare il caos così da portare avanti una propaganda anti-americana nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti si tratta infatti di una campagna diffamatoria "ambiziosa", progettata anche per contrastare la leadership e l'influenza degli Stati Uniti negli affari internazionali. 

In tal senso, sebbene manchi l’ufficialità che l’hackeraggio del Comitato nazionale democratico dello scorso giugno sia opera di Mosca, i sospetti portano tutti in quella direzione. La Russia ha però negato ogni tipo di collegamento, definendo le accuse mosse dall’America "un tentativo di distogliere l’attenzione pubblica". Lo stesso Putin, in un’intervista a Bloomberg, ha dichiarato che "non importa chi abbia hackerato il Dnc o Hillary Clinton, l’importante è il contenuto" delle mail e degli altri documenti poi pubblicati da WikiLeaks. Perfettamente in linea con l'idea dei servizi segreti americani.