Intelligenza artificiale: è scontro tra Musk e Zuckerberg

Il numero uno di Tesla tra gli apocalittici. Il Ceo di Facebook tra gli ottimisti. La Silicon Valley si divide
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Chissà chi dei due avrà poi ragione, perché in questo momento la battaglia tra Elon Musk e Mark Zuckerberg sull'intelligenza artificiale non può avere una risposta certa, univoca, definitiva. È invece un tema etico, che divide, crea schieramenti, propone due visioni completamente diverse del futuro. C'è Musk che da qualche anno avverte che in questo modo andremo incontro alla supremazia dei robot, per questo sta investendo denaro in Open AI, una non profit che si occupa di studiare l'intelligenza artificiale e di porre una serie di regole per evitare la catastrofe.

E invece c'è Zuckerberg, che proprio ieri è intervenuto nel dibattito per riaffermare la sua completa devozione all'intelligenza artificiale, che non farà del male agli uomini, anzi, cambierà la loro vita in positivo. Proprio oggi Musk ha attaccato il fondatore di Facebook, sostenendo che la sua conoscenza dell'AI è "limitata". Più che un attacco, quello del guru di Tesla e SpaceX è una risposta. Solo due giorni prima, infatti, Zuckerberg aveva definito le posizioni di Musk "da bastian contrario" e "irresponsabili".

Ma il dibattito tra i due va oltre lo scontro personale e mostra due partiti interni alla Silicon Valley che stanno dividendola sulle questioni etiche legate all'automazione del mondo. Zuckerberg non aveva fatto nomi, ma aveva attaccato coloro che hanno visioni apocalittiche in relazione all'AI. Musk, su Twitter, ha detto di aver discusso con Zuckerberg della questione e di aver capito che non è molto informato.

C'è da dire che Facebook è uno dei principali investitori in intelligenza artificiale, e più volte ha ripetuto che non c'è la possibilità di una rivolta dei robot, come da copione di un film di fantascienza. Musk invece ha di recente detto che il rischio per l'umanità è di diventare dei gatti d'appartamento, sottomessi alle macchine.

Allo stesso tempo Musk è uno dei fondatori di Neuralink, una startup che si occupa di integrazione tra l'uomo e la macchina e prevede di impiantare microchip nel cervello per curare malattie e in futuro per potenziare le nostre capacità. Nel corso di un incontro con funzionari di governo alla Casa Bianca Musk ha avvertito che l'intelligenza artificiale è un problema terrificante e una minaccia per l'uomo.

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A New York si celebra l'eredità italiana ma Cristoforo Colombo divide

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