Internet, il Senato Usa approva l'abrogazione delle norme di Obama a difesa della privacy

I provider non dovranno chiedere il permesso agli utenti per usare i loro dati. Prossimo obiettivo dei repubblicani: colpire la 'net neutrality'
Dell

Il Senato statunitense ha deciso di cancellare le norme a difesa della privacy degli utenti sul web volute dell'amministrazione Obama, che sarebbero entrate in vigore alla fine dell'anno. La misura approvata con 50 voti a favore e 48 contrari prevede l'abolizione delle regole sulla privacy online che avrebbero obbligato i provider di internet a chiedere il consenso agli utenti prima di poter condividerne i loro dati finanziari, la cronologia di navigazione e le informazioni personali; senza la legge di Obama, provider come Verizon, Comcast e AT&T avranno più potere per raccogliere dati personali sugli utenti e venderli alle società interessate.

La norma votata dal Senato dovrebbe ottenere il via libera della Camera la prossima settimana, per poi essere firmata dal presidente Donald Trump. La norma votata ieri dal Senato impedirebbe inoltre alla Federal Communications Commission, l'agenzia federale che si occupa di regolare il settore, di approvare misure simili in futuro.

Le norme che saranno cancellate avrebbero garantito la completa trasparenza sull'uso dei dati degli utenti, costringendo i provider a mettere a disposizione dei clienti gli strumenti necessari per gestire in modo consapevole le loro tracce online. L'obiettivo del presidente sarebbe quello di combattere l'anonimato online in nome della sicurezza nazionale, ma una regolamentazione meno rigida permetterà alle società di gestire e vendere una merce di valore inestimabile: i dati degli utenti, con cui conoscere gusti personali, abitudini e spostamenti.

In futuro, i repubblicani potrebbero inoltre abolire la 'net neutrality', il principio secondo cui non si può creare un rete a due velocità per favorire chi è disposto a pagare di più. La 'net neutrality' è stata sostenuta dall'amministrazione Obama e da grandi gruppi tecnologici americani (tra cui Amazon, Google, Facebook), mentre è stata combattuta dai provider.

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