Intesa Sanpaolo porta a NY startup del lusso, anche per promuovere il sistema paese

Tre italiane e sette internazionali: si sono presentate a un centinaio di potenziali investitori riuniti nella sede della banca, a pochi passi dal Nyse

Intesa Sanpaolo conferma il suo ruolo di acceleratore dell'innovazione e di realtà di successo con due iniziative organizzate a New York, entrambe dedicate al mondo del fashion-tech. L'obiettivo: fare emergere le realtà più promettenti della moda e del lusso nell'ambito di un programma più ampio che ha come intento anche la crescita del sistema paese.

Da un lato, il gruppo è stato partner del Decoded Fashion New York Summit 2017, un evento che si è svolto l'uno e il due novembre e che da cinque anni riunisce marchi, retailer, innovatori e player tecnologici per confrontarsi sull'evoluzione del sistema moda e sui trend del settore, inclusi gli effetti del commercio elettronico. In quell'occasione sono state presentate tre startup italiane, selezionate dalla banca: Design Italian Shoes, piattaforma e-commerce per la vendita di calzature maschili su misura e Made in Italy; iCoolHunt/NextAtlas, che offre soluzioni big data per l'analisi in tempo reale dei trend emergenti nel fashion; NearIT, specializzata insoluzioni di marketing di prossimità per i marchi. Sono le stesse che oggi si sono ripresentate presso la sede newyorchese della banca italiana davanti a circa 100 potenziali investitori. Lì, per la prima volta nell'hub a pochi passi dal New York Sotck Exchange, Intesa Sanpaolo ha organizzato la 106esima edizione della StartUp Initiative, un programma di accelerazione internazionale lanciato dall'istituto di credito nel 2009 e oggi governato dal suo Innovation Center. Il format prepara promettenti startup high-tech al confronto con il mercato e le aiuta a trovare le risorse necessarie per crescere grazie all’incontro con potenziali investitori e partner industriali. La modalità usata è stata quella tipica in Usa del pitching: le startup (oltre alle tre italiane, anche sette internazionali) hanno avuto qualche minuto per descriversi, momento a cui ha fatto seguito una sessione di domande e risposte.

Per capire il senso del programma di Intesa basti qualche numero: le startup che, a vario titolo, vi hanno partecipato (chiamate 'alumni') sono state oltre 1.100. Sono 800 quelle che sono arrivate all’incontro con oltre 9.500 tra investitori, imprese e altri attori dell’ecosistema dell’innovazione. Del totale, si contano oltre 130 casi di successo che hanno raccolto più di 120 milioni di euro di investimenti e 12 cosiddette exit (la startup è diventata un'azienda a tutti gli effetti che si è quotata o che è stata protagonista di M&A industriali). Su un panorama di circa 500 'alumni' italiani attivi a inizio 2017, Intesa ha calcolato l’impatto sull’economia reale: un fatturato annuo complessivo di oltre 122 milioni di euro e oltre 1.700 persone impiegate.

Maurizio Montagnese – chief innovation officer di Intesa Sanpaolo - ha sottolineato come attraverso progetti strategici e iniziative dell'innovazione sviluppate dalla banca "l'obiettivo alla fine sia quello di fare crescere il Sistema Paese; se pensate che in Italia ci sono circa 7mila startup rispetto al mezzo milione e oltre del mercato britannico, capiamo che siamo in grande ritardo rispetto al gap da coprire". Anche per questo Intesa Sanpaolo effettua ogni anno 200 milioni di investimenti in progetti di innovazione, che corrispondono al 20% del suo capital budget.

Tony Gherardelli responsabile promozione dell'Innovation Center - il centro innovazione che seleziona le startup - ha spiegato che "StartUp Initiative è un ottimo strumento con cui le realtà industriali clienti del gruppo possono effettuare uno scouting mirato. In passato abbiamo collaborato con realtà come Miroglio, Eni, Novartis, e in futuro sempre di più svilupperemo programmi dedicati a specifiche esigenze".

Daniela Orlando, Global Head per il Retail & Luxury, ha spiegato che "essere innovativi permette di dare valore aggiunto al cliente su quelle che sono le evoluzioni del modello di business, posizionando la banca in modo forte".

Biagio Calabrese, general manager dell'hub newyorchese di Intesa Sanpaolo, ha aggiunto che "la nostra sfida è seguire imprese non solo sulla base del loro profilo creditizio ma anche tenedo conto della loro prospettiva di capacità di creazione valore, una cosa che va oltre il bilancio". In quest'ottica Intesa Sanpaolo da New York offre "una piattaforma per tutte le imprese che vogliono internazionalizzarsi e che hanno bisogno di una banca qui. A quelle americane offre una piattaforma europea, non solo per grandi operazioni di acquisizione".

Mentre Gherardelli, con l'Innovation Center, punta a rinforzare la presenza su Londra e a portare avanti le collaborazioni con programmi di accelerazione in Asia, in particolare a Hong Kong, il CIO di Intesa studia come usare l'innovazione per creare la banca "del futuro" e "per il futuro", quella che è al passo con le evoluzuoni tecnologiche e che serve imprese, clienti, Italia e - per quanto possibile - il resto del mondo.

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