Uragano Irma, polemica contro le compagnie aeree per i rincari sui voli dalla Florida

Mentre gli Stati Uniti si preparano ad affrontare una delle tempesta più potenti degli ultimi 100 anni, le linee aeree sono finite sotto accusa per il brusco rincaro dei prezzi dei voli in partenza dalla Florida
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L’uragano Irma procede la sua corsa verso la Florida e mentre il tempo per fuggire è ormai finito, con la gente barricata in casa o in uno dei quasi 400 rifugi creati per affrontare la tempesta, sui social continua la polemica contro le linee aeree americane, colpevoli di aver incrementato a dismisura i prezzi dei voli in partenza dal Sunshine State nei giorni scorsi.

Tra coloro che hanno sottolineato il "price gouging" (ovvero il rincaro dei prezzi di beni e servizi ad un livello di gran lunga superiore a quello ritenuto ragionevole, soprattutto in prossimità di calamità naturali) ci sono anche senatori Richard Blumenthal del Connecticut e Edward J. Markey del Massachusetts. I due hanno infatti scritto al Segretario Trasporti, Elaine L. Chao, chiedendole di esaminare tutte le segnalazioni su una possibile speculazione sui prezzi da parte delle compagnie aeree americane a causa di Irma.

A scatenare le prime polemiche è stato un tweet postato da Leigh Dow e diventato virale con oltre 50mila retweet. La donna, alla ricerca di un volo per la figlia di un’amica, ha segnalato il folle rincaro di un volo Delta di sola andata da Miami a Phoenix in partenza mercoledì 6 settembre, passato da 547,50 dollari a oltre 3200 dolalri. Delta, come ha riportato nei giorni scorsi il Washington Post, ha risposto tramite il suo portavoce Trebor Banstetter dicendo che "l’aumento dei prezzi non è stato causato dall’uragano Irma". Eppure non sono state date spiegazioni circa il costo del biglietto segnalato nel tweet di Dow.

Le lamentele dei cittadini della Florida non sono però arrivate solo via social. Come riporta il New York Times infatti da lunedì scorso a venerdì sono state oltre 7.000 le lettere di protesta arrivate all’ufficio del procuratore generale della Florida, Pamela Bondi. Nelle missive non sono stati presi di mira solo gli aumenti dei biglietti aerei ma anche i rincari sui beni di prima necessità come acqua, cibo e benzina.

Per quanto riguarda la lettera spedita al segretario dei Trasporti dai due senatori si legge invece che "le compagnie aeree hanno sì il diritto ad avere un guadagno ragionevole per i servizi offerti in una situazione del genere ed è altrettanto normale aspettarsi un rincaro dei prezzi", ciò che non è ammissibile secondo Blumenthal e Markey è che le stesse compagnie "impongano prezzi esorbitanti approfittando delle paure degli americani che cercano di mettersi in salvo".

A chiedere un intervento al segretario Chao è stato anche Charlie Crist, ex governatore della Florida dal 2007 al 2011 e oggi membro della Camera per lo stesso stato, che in una lettera ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sulle compagnie aeree statunitensi.

Si tratta di una situazione che di certo non giova ad un settore che negli ultimi tempi ha dovuto affrontare diverse problematiche, eppure secondo alcuni si tratta di una situazione in linea con le oscillazioni del mercato legate ai volo last minute. "Certo, alcuni prezzi sono molto alti, ma le tariffe 'dell'ultimo minuto' sono spesso più costose", ha scritto George Hobica, fondatore di AirfareWatchdog.com, in una e-mail inviata al giornale di New York. "Non credo che le compagnie aeree sarebbero state talmente spietate o stupide da alzare consapevolmente le tariffe".

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