Isaac va verso New Orleans, torna spettro Katrina

Si rafforza mentre marcia verso il nord del Golfo del Messico

Isaac è ancora una tempesta tropicale, ma acquista progressivamente forza mentre prosegue verso la parte settentrionale del Golfo del Messico (ha superato le Florida Keys, stando all'ultimo bollettino del National Hurricane Center di Miami). Il rischio è che si trasformi in uragano di categoria 2. Per questo motivo, il partito repubblicano ha deciso di cancellare gli appuntamenti del primo giorno di convention a Tampa.

Isaac dovrebbe abbattersi sulla terraferma nella serata di martedì o mercoledì mattina, quando dovrebbe raggiungere New Orleans, in Louisiana. Il governatore dello stato, Bobby Jindal, ha dichiarato lo stato di emergenza in Louisiana e ha preannunciato che "potrebbe essere necessaria l'evacuazione obbligatoria di alcune zone". Jindal, memore delle disastrose conseguenze dell'uragano Katrina, non vuole lasciare nulla al caso: "tutti i residenti delle zone più vicine al mare sono invitate a spostarsi altrove", ha detto.

"Attualmente è una tempesta tropicale, ma dovrebbe diventare un uragano di categoria 2 (la più alta e pericolosa è 5) con venti tra i 154 e 161 chilometri. Superata Key West, si sposterà verso il Golfo del Messico, acquistando foza", ha detto Jessica Schauer, del centro nazionale per gli uragani. Nella mattinata americana si trovava a sud-est di Key West e si muoveva verso nord-ovest a una velocità di 32 chilometri all'ora, con venti che soffiavano a 104 chilometri orari.

"Abbiamo chiesto alla popolazione di ridurre al minimo i viaggi, sappiamo cosa fare siamo preparati", ha detto il governatore della Florida Rick Scott durante una conferenza stampa. Anche se l'attenzione è concentrata su Tampa, ha spiegato, "noi dobbiamo preoccuparci per tutto lo stato, stiamo dando tutte le informazioni in nostro possesso agli organizzatori della convention, in modo che possano prendere le loro decisioni, la nostra priorità è fare in modo che tutti siano al sicuro".

Nel frattempo, i colossi petroliferi attivi nel Golfo hanno evacuato il personale delle piattaforme petrolifere: Bhp Billiton ha fatto sgombrare due piattaforme petrolifere e una per l'estrazione di gas, Bp ha fermato la produzione ed evacuato tutti i dipendenti di tutte le piattaforme nel Golfo, Anadarko ha riportato a terra i lavoratori della parte orientale e centrale del Golfo e Chevron ha fatto evacuare solo una parte del personale. La tempesta si è lasciata alle spalle Cuba, dove ha provocato danni (sono caduti alcuni alberi, che hanno tranciato i cavi dell'elettricità, lasciando senza corrente varie zone) ma non vittime, e Haiti, dove ha causato la morte di sette persone.