Italia: Moody's lascia invariato il rating, il settore bancario si stabilizza

E' pari a Baa2. Mantenuto l'outlook negativo. Incertezza dalle prossime elezioni. Rischi al ribasso dell'economia restano "elevati"

Moody's ha lasciato invariato il suo giudizio sull'Italia (pari a Baa2) citando la stabilizzazione del settore bancario della nazione e una crescita dell'economia più forte. Resta però l'incertezza in vista delle prossime elezioni motivo per cui l'outlook è rimasto negativo.

L'agenzia di rating ha fornito due motivi che spiegano la sua valutazione della tenuta creditizia dell'Italia. Il primo è il fatto che il governo abbia saputo stabilizzare il settore bancario, appunto. "Anche se il riportare in salute il settore richiederà tempo, i rischi di una crisi bancaria più profonda con un impatto significativo sul bilancio sovrano sono stati ridotti con le azioni del governo sulle banche più deboli a inizio anno". Il secondo motivo è semplicemente "un'economia che sta vivendo una crescita più forte dopo sei anni di un andamento molto debole, con la ripresa che ora è sempre più generalizzata". Moody's è convinta che le prospettive di crescita nel breve termine siano più forti rispetto alle sue attese di inizio anno. "Questo dovrebbe aiutare a stabilizzare le finanze pubbliche e a prevenire un incremento ulteriore del debito/Pil negli anni a venire", recita il rapporto dell'agenzia, che comunque avverte: "i rischi al ribasso per la tenuta creditizia italiana restano elevati". Per questo l'outlook è rimasto negativo.

Il punto, ha spiegato Moody's, è che "nonostante il miglioramento recente, le prospettive di crescita probabilmente resteranno moderate nel medio termine". Non solo. "Resta una incertezza notevole in merito alle priorità politiche del prossimo governo e al passo delle riforme fiscali e pro crescita negli anni a venire". 

Moody's si aspetta un'espansione del Pil dell'1,5% sia nel 2017 sia nel 2018. Il deficit per l'anno in corso dovrebbe essere il linea al target rivisto del 2,1% del Pil. Il rapporto tra debito e Pil dovrebbe stabilizzarsi intorno al 130% del Pil.

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