JPMorgan: utile IV trim -37%, ma batte le stime, oneri per 2,4 miliardi da riforma Trump

Nei tre mesi a dicembre, la banca ha messo a segno profitti netti per 4,23 miliardi di dollari, 1,07 dollari per azione, ovvero 6,7 miliardi, 1,76 dollari per azione, escludendo l'impatto della riforma
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Nel quarto trimestre JPMorgan Chase, prima tra le grandi banche americane a pubblicare i conti, ha riportato profitti e fatturato al di sopra delle aspettative. La banca ha segnalato oneri straordinari netti di 2,4 miliardi di dollari dalla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump.

Nei tre mesi a dicembre, la banca ha messo a segno profitti netti per 4,23 miliardi di dollari, 1,07 dollari per azione, ovvero 6,7 miliardi, 1,76 dollari per azione, escludendo l'impatto della riforma. Il ribasso rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente è stato del 37%. Gli analisti attendevano profitti per 1,69 dollari per azione. Il fatturato è salito del 5% a 25,45 miliardi di dollari.

Come si legge nella nota diffusa dalla banca, il fatturato da trading è calato del 15% rispetto all'anno precedente. L'amministratore delegato Jamie Dimon ha comunque parlato di "un anno record sotto vari punti di vista" e ha anticipato un impatto positivo per la banca dalla riforma fiscale nel più lungo termine.

L'aliquota corporate scenderà dal 35 al 21%. "Le aziende americane saranno più competitive a livello globale e questo sarà un beneficio per tutti gli americani", ha detto. Nei tre mesi a dicembre i prestiti core sono saliti del 6% rispetto all'anno precedente.

Il valore contabile per azione è aumentato del 5% a 67,04 dollari, mentre il rapporto capitale Tier 1, nell'ambito dei parametri di Basilea III, è stato del 12,1%. Il ritorno sul capitale è stato del 7%. Gli accantonamenti contro possibili future perdite legate al credito sono state di 1,3 miliardi, contro gli 864 milioni dell'anno precedente. L'aumento riflette il modesto incremento delle riserve nette.

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