Neppure il prestigioso New York Times ha resistito alla tentazione di mettere Kate Upton in pagina: la terza nell'edizione a stampa di oggi, in costume da bagno, e anche in prima, in nero, pantaloni e maniche lunghe e senza un centimetro di scollatura. La diciannovenne Upton, da ieri sera la cover girl della swimsuit edition di Sports Illustrated è del resto su tutte, ma proprio tutte le prima pagine di oggi.
Il Times si dà un contegno, e sulla modella 'atipica' "che sembra una pin up anni cinquanta con le gambe di una giocatrice di pallacanestro" costruisce un teorema sulla moda che cambia nell'era dei social media. La storia è all'altezza, un confronto e un'analisi sociologica sulle modelle anonime e filiformi che sfilano in questi giorni alla Fashion Week e le 'celebrities' come Kate Upton, che ha 175 mila follower su Twitter e negli abiti di Vera Wang e Donna Karan non riuscirebbe neppure a entrarci.
Il corredo nell'articolo di Guy Trebay è tuttavia quello di tutti: le misure di seno-vita-fianchi, la posizione occupata nell'ultima classifica di askmen.com, l'ammissione che il glamour di Sports Illustrated pesca nel torbido della 'sessualità adolescenziale' ed ha costruito un impero che indispettisce generazioni di femministe. Trebay, fashion editor del Times, è in un certo senso un osservatore 'neutrale'. Il suo nome è stato legato un paio d'anni fa a un piccolo scandalo: avrebbe preteso che la Lucas Entertainment gli mandasse, gratuitamente in redazione, dvd a luci rosse. In particolare avrebbe voluto recensire titoli nellla categoria "Gay porn".
Il punto di partenza nell'articolo è lo stesso della carriera di Kate, un video pubblicato su YouTube, una piccola danza improvvisata sugli spalti dello Staples Center, durante una partita del Los Angeles Clippers. Lo ha pubblicato la stessa modella l'anno scorso (e noi lo abbiamo pubblicato qui). Nel filmato balla il Dougie, una danza hip hop. Visto da milioni su YouTube il video ha intrigato anche Ivan Bart della famosa IMG Models, l’agenzia che sta dietro modelle multimilionarie come Gisele Bündchen e Kate Moss.
Da quel momento la carriera è decollata. “Quando Kate è entrata nell’agenzia, tutti pensavano che fossi un pazzo”, racconta Bart al Times. E ancora oggi fa i conti con lo scetticismo nel mondo delle sfilate d'essai e delle passarelle che contano: top model 'della porta accanto', Upton non rispetta i canoni estetici che dominano il mondo della moda oggi. Curve e maniera spigliata in cui si porge, sembra "una bionda stupida" alla Marylin Monroe e Jayne Mansfield (che, nota Trebay, stupide non lo erano affatto).
Eppure, ora che anche Sports Illustrated ci ha messo il bollino blu, nel mondo della moda 'vera' non quella dei costumi da bagno di Beach Bunny potrebbe finire per farsi largo.
"Da sempre mi sento dire che nel mondo nella moda non c'entro nulla, che sono una ragazza con un fisico d'altri tempi - dice Upton al Times - e che l'unica cosa che posso fare è sfilare in costume da bagno. Ma io ho sempre creduto di poter essere una top model".
La vedremo un giorno sfilare per Dior e Prada? Difficile immaginarlo oggi ma è sarà sempre più difficile per l’industria della moda ignorare il pubblico virtuale, e il giro d'affari che ne deriva. E ormai è chiaro che la strada per il successo passa anche da lì. Sports Illustrated, becero e morboso, ha aperto questa volta una porta sul futuro. O almeno questo è il teorema del Times.
E questo è il dietro le quinte dello shoot di Sports Illustrated














