Kavanaugh, Kethledge, Barrett: i tre candidati di Trump per la Corte Suprema

Attesa per la decisione del presidente Usa, annunciata lunedì alle 21 (le 3 del mattino seguente in Italia)
Ap

Il prossimo giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti uscirà da una ristretta lista di due o tre nomi. Lo ha affermato il presidente statunitense Donald Trump, parlando con i giornalisti. La sua decisione sarà annunciata luned" 9 alle 21 (le 3 del mattino seguente in Italia); poi, comincerà la battaglia in Senato per la conferma.

"Penso di aver ristretto la lista a quattro persone. E penso di averla poi ristretta a tre o due" ha detto il presidente, partito da una rosa di 25 contendenti. Nei giorni scorsi, Trump ha completato i colloqui ai candidati al posto alla Corte Suprema lasciato libero da Anthony Kennedy, che giorni fa ha annunciato la sua decisione di farsi da parte.

Secondo i media statunitensi, i favoriti sarebbero i giudici Brett Kavanaugh, che non piace all'ala conservatrice viste le sue posizioni su sanità e aborto, e Raymond Kethledge, volto meno conosciuto, 'originalista' (nell'interpretazione della Costituzione) come Antonin Scalia, morto nel 2016, e come il suo sostituto, Neil Gorsuch, il primo giudice della Corte Suprema scelto da Trump. In più, appare forte la candidatura della giudice Amy Coney Barrett, perfetta per Trump: è donna, madre di sette bambini, giovane (46 anni), credente, conservatrice.

Democratici e repubblicani già si battono sulla nomina e sulla conferma in Senato: i primi, vorrebbero un rinvio al prossimo anno, nella speranza che le elezioni di metà mandato permettano di ribaltare i rapporti di forza tra i due partiti in Congresso; i secondi, invece, vorrebbero approfittare della loro maggioranza per dare una netta sterzata verso destra al massimo tribunale del Paese, indirizzando il futuro dibattito su temi come aborto, diritti degli omosessuali e pena di morte. Non sarà però facile trovare un nome che vada bene a tutti i repubblicani, considerando che in Aula hanno solo un'esigua maggioranza (51-49), per di più ridotta dall'assenza di John McCain, impegnato nella sua battaglia contro il cancro. Aspettare le elezioni di metà mandato sperando in una maggioranza più ampia, però, potrebbe essere un rischio troppo alto da correre. Secondo un sondaggio di Nbc News, il 62% degli statunitensi vuole che il candidato sia confermato o respinto prima delle elezioni di metà mandato.

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