Komen taglia fondi ad associazione pro aborto e poi ci ripensa

Gli americani sono insorti, il sindaco di NY ha messo di tasca sua 250 mila dollari

Dopo un'accesa polemica su Internet e in tutta America, la fondazione Susan G. Komen per la lotta contro il cancro al seno fa marcia indietro sulla precedente decisione di tagliare i finanziamenti ad un'associazione pro-aborto. Moltissimi americani sono insorti in favore di Planned Parenthood, impegnata da quasi un secolo per la salute delle donne.

"Ci vogliamo scusare con gli americani per la precente decisione, che ha messo in dubbio il nostro impegno e la nostra missione nel salvare la vita delle donne", ha dichiarato Nancy Brinker, presidente della fondazione. Oltre al sostegno in caso di aborto, Planned Parenthood offre esami gratuiti per la prevenzione dei tumori al seno.

Nell'arco di 24 ore, da quando era stato dato l'annuncio dei tagli, l'associazione pro-choice era stata sommersa da un boom di donazioni. Seimila persone, attivandosi online, hanno raccolto 400 mila dollari, a cui si sono aggiunti 250 mila dollari offerti dal sindaco di New York Michael Bloomberg e altri 250 mila da una fondazione texana. I 680 mila dollari che la fondazione Komen ha concesso lo scorso anno sono così stati già ampiamente rimpiazzati.
La fondazione Komen, con base a Dallas ma attiva a livello internazionale, aveva motivato ufficialmente la sua decisione con presunte violazioni, da parte di Planned Parenthood, delle restrizioni federali in materia di fondi per le interruzioni di gravidanza.  L'associazione pro-choice ha accusato Komen di essere stata manipolata da posizioni antiabortiste del promotore dell'indagine, il deputato repubblicano della Florida Cliff Stearns ,e della nuova vicepresidente Karen Handel. Ma gli americani hanno fatto sentire la loro voce contro una decisione che sarebbe stata a sfondo politico.